programmi ministeriali degli Istituti tecnici
Programmi di insegnamento e orari vigenti nel quinquennio degli Istituti tecnici commerciali ad indirizzo giuridico-economico-aziendale. Decreto Ministeriale 31 gennaio 1996 n. 122
COSTITUZIONI CATTEDRE QUINQUENNIO
LINGUA E LETTERATURA ITALIANA BIENNIO
LINGUA E LETTERE ITALIANE TRIENNIO
MATEMATICA E LABORATORIO BIENNIO
MATEMATICA E LABORATORIO TRIENNIO
SCIENZA DELLA MATERIA E LABORATORIO
DIRITTO ECONOMIA POLITICA SCIENZA DELLE FINANZE
Dalla necessità di rispondere alle nuove
esigenze formative che si richiedono oggi alle figure del ragioniere e
del perito commercialista, soprattutto tenendo conto delle profonde
trasformazioni intervenute nella realtà sociale ed economica italiana e
europea, ha preso forma un progetto organico di riforma dei percorsi e
degli obbiettivi adottati dall'istituzione scolastica nell'ambito della
formazione professionale. Dopo anni di sperimentazioni, si è così
giunti alla soppressione dei vecchi programmi d'insegnamento per questa
tipologia di studi, programmi considerati ormai inadeguati all'attuale
mondo del lavoro: a decorrere dall'anno scolastico 1996/1997, i
programmi scolastici per gli istituti tecnici commerciali ad indirizzi
amministrativo, mercantile, commercio con l'estero, amministrazione
industriale, di cui al decreto del presidente della Repubblica
30-9-1961, n,1222, integrato dai decreti ministeriali 20-2-1965 e
15-5-1968, non sono più in vigore.
Con decreto ministeriale del 31 gennaio 1996 n,122, sono stati, infatti,
istituzionalizzati piani di studio, quadri orario e programmi di
insegnamento previsti dal progetto sperimentale IGEA ormai da anni
largamente attuato negli I.T.C.
In conseguenza dei profondi e dinamici
cambiamenti intervenuti nella realtà economico-sociale è già da tempo
evidente che il curricolo di studio dell'indirizzo per «ragioniere e
perito commerciale» degli I.T.C. non risponde più né alle esigenze
del mondo del lavoro né alle aspettative della società più in
generale che richiedono ai neo-diplomati conoscenze, competenze e abilità
nuove.
Le considerazioni da cui si è partiti per elaborare questo nuovo
curricolo sono molteplici ed in sintesi riguardano:
| la consistente inadeguatezza dei
programmi in vigore rispetto alla struttura economica attuale e
prospettica del paese, caratterizzata dallo sviluppo del settore
terziario ed in particolare da quello delle tecniche di
distribuzione, dal decentramento produttivo delle imprese
industriali, dalla diffusa partecipazione dello Stato all'attività
economica; . il mutamento radicale del quadro legislativo che con la riforma tributaria e i successivi provvedimenti in materia doganale, bancaria e valutaria ha di fatto riformato il diritto commerciale; la decisiva svolta impressa dagli
studi di economia aziendale alle tecniche contabili che da strumento
di rilevazione prevalentemente consuntivo hanno assunto la valenza e
l'autorevolezza di strumenti di previsione, controllo e guida ai finì
di una più efficace conduzione aziendale;
| la complessità e la rilevanza assunta
dalle operazioni di gestione aziendale anche sotto il profilo
civilistico-fiscale;
| la trasformazione indotta
nell'organizzazione aziendale dal ricorso a procedure automatizzate
per il trattamento delle informazioni e quindi l'esigenza di formare
giovani che siano buoni utilizzatori dello strumento informatico;
| la collocazione europea della nostra
cultura;
| la continua e rapida evoluzione
tecnologica che richiede ai giovani una vasta professionalità di
base e lo sviluppo di competenze nuove. | |
Alla luce di tutto ciò, si è strutturato un curricolo che, in linea con le indicazioni espresse dalle istituzioni scolastiche, dal mondo scientifico e dal sistema produttivo, ha il fine di formare una persona capace di inserirsi in contesti aziendali diversi, tutti caratterizzati dalla presenza di fenomeni complessi, dalla sempre più diffusa automazione, dai frequenti mutamenti tecnologici ed organizzativi.
Per ottenere la figura professionale delineata è stato totalmente ristrutturato l'intero quinquennio e le principali innovazioni riguardano:
la suddivisione delle discipline fra
area comune ed area di indirizzo secondo quanto suggerito dagli
orientamenti pedagogici più recenti;
| l'aumento complessivo delle ore di
insegnamento settimanali con ampi spazi riservati all'attività di
laboratorio;
| l'inserimento nell'area comune del
biennio di una materia denominata Diritto ed economia"
superando il concetto di "Educazione civica", ritenuto
inadeguato alle esigenze formative;
| l'accorpamento di Ragioneria e Tecnica
in un unico insegnamento denominato "Economia aziendale"
che si sviluppa durante l'intero quinquennio;
| la revisione sostanziale
dell'insegnamento della Matematica a cui viene affidato il compito
di veicolare anche l'informatica secondo gli intendimenti del Piano
Nazionale Informatica;
| l'istituzione delle discipline
"Scienza della materia" e "Scienze della natura"
per l'insegnamento integrato delle discipline scientifiche;
| l'istituzione di un'area operativa
denominata "Trattamento testi e dati" per l'acquisizione
di abilità necessarie ad operare in ambienti sempre più
informatizzati. | |
INDICAZIONI METODOLOGICHE
Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali obiettivi e pertanto si suggerisce di:
far pervenire al possesso delle
conoscenze partendo da situazioni reali in modo da stimolare
l'abitudine a costruire modelli;
| privilegiare momenti di scoperta e
successiva generalizzazione a partire da casi semplici e stimolanti
avvalendosi di tecniche didattiche che suggeriscono di generare
situazioni problematiche da ristrutturare, così da favorire
l'acquisizione di comportamenti produttivi;
| far realizzare piccoli progetti di
difficoltà crescente per abituare alla formulazione di ipotesi ed
al procedere per approssimazioni successive, così da avere
costantemente presente il significato del proprio agire. | |
I programmi di insegnamento, preceduti da avvertenze concernenti le finalità, le indicazioni metodologiche, gli obiettivi generali e quelli annuali da perseguire, sono formulati in modo da lasciare spazio alla programmazione dei singoli Consigli di classe ed agli adeguamenti richiesti dalle continue innovazioni. Il piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi intermedi, le forme oggettive di valutazione, i contenuti da privilegiare, ecc., possibilmente con il contributo e la collaborazione di operatori esterni in grado di fornire indicazioni utili per correlare l'attività didattica alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale.
Tale cooperazione sarà resa particolarmente efficace col ricorso ad iniziative che, sia pure sotto diverse forme (interventi di esperti, visite guidate in aziende, stage, ecc.), agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di lavoro.
Per realizzare tutto ciò i Capi
d'Istituto organizzeranno opportuni incontri fra i docenti per
programmare l'attività didattica con riunioni che si svolgeranno prima
e durante l'anno scolastico (almeno mensilmente utilizzando parte delle
ore previste per le attività non di insegnamento).
Solo così, infatti, sarà possibile definire gli obiettivi comuni,
analizzare i contenuti da privilegiare, concordare una metodologia
coerente, verificare l'andamento dei risultati, misurare e valutare gli
esiti. In altri termini, svolgere quella proficua azione di
programmazione e verifica senza la quale il processo formativo perde di
sistematicità e di efficacia.
VERIFICA E VALUTAZIONE
La verifica ha lo scopo di:
assumere informazioni sul processo di
insegnamento/apprendimento in corso per orientarlo, modificarlo
secondo le esigenze;
| controllare durante lo svolgimento
dell'attività didattica l'adeguatezza dei metodi, delle tecniche e
degli strumenti utilizzati ai finì prestabiliti;
| . accertare il raggiungimento degli
obiettivi didattici prefissati;. pervenire alla classificazione
degli studenti. | |
Considerato che la metodologia suggerita
si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche
e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento
diagnostico ai finì della modifica in itinere del processo di
insegnamento/apprendimento, è
indispensabile effettuare anche la valutazione formativa che non è
utilizzata per la classificazione di profitto degli studenti, ma per
individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero.
É bene che tale verifica avvenga al termine di ciascuna unità
didattica o dopo
lo svolgimento di una sua parte significativa.
La valutazione sommativa, invece, viene effettuata al termine dello
svolgimento di un segmento educativo per classificare gli studenti ed
utilizza strumenti differenziati (prove scritte non strutturate, prove
scritte strutturate, prove orali), funzionali ad accertare il
raggiungimento dei diversi obiettivi prefissati. Per contenere la
soggettività della valutazione delle prove non strutturate (alle quali
non si deve in alcun caso rinunciare perché sono le sole che consentono
di misurare obiettivi più elevati) è necessario predisporre apposite
griglie.
La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle
prove sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi,
concordati in seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la
partecipazione, la progressione rispetto ai livelli di partenza. Tali
elementi devono essere oggetto di registrazione in itinere per evitare
«effetti alone».
Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe
verifichino se i livelli raggiunti sono adeguati ai livelli minimi
disciplinari indispensabili per la frequenza della classe successiva,
fissati in fase di programmazione dell'attività didattica.
Il principio dell'unitarietà del sapere e del processo di educazione e
formazione culturale deve trovare una sua esplicita e specifica
affermazione anche nell'attuazione di un'area di progetto che conduca al
coinvolgimento ed alla concreta collaborazione interdisciplinare estesa
ad alcune o a tutte le discipline.
Al di là di iniziative più limitate, realizzate da gruppi di docenti, occorre, pertanto, che nel corso del triennio siano attuati progetti di ricerca interdisciplinare, di ampiezza e durata variabile, che affrontino un tipico problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l'indirizzo.
L'area di progetto va intesa come
simulazione di situazioni reali e costituisce un valido strumento
didattico non solo perché favorisce l'interiorizzazione delle
conoscenze attraverso la loro applicazione, ma anche per la valenza
formativa che deriva dall'imparare ad assolvere
un compito complesso, verificabile e finalizzato.
L'introduzione dell'area di progetto nel processo formativo può
consentire allo studente di:
cogliere l'unitarietà del sapere;
| riflettere sulle proprie capacità
operative e organizzative;
| favorire il confronto tra istituzione
scolastica e realtà lavorativa;
| contribuire a sviluppare senso di
responsabilità e rispetto degli impegni ma anche quella particolare
disposizione mentale che induce a cercare nuove soluzioni, a
modificare i propri comportamenti, a rivedere i propri giudizi. | |
In modo più analitico, l'attuazione dell'aria di progetto, oltre agli obiettivi specifici delle materie direttamente coinvolte, consente di perseguire e di verificare importanti obiettivi trasversali quali:
riconoscere la struttura di un sistema
e l'insieme delle relazioni che intercorrono fra le sue parti;
| individuare e rappresentare modelli o
procedure;
| . verificare progressivamente la
validità degli esiti ed eventualmente | correggere in itinere l'impostazione; . documentare il lavoro in modo
corretto ed esauriente;
| comunicare efficacemente risultati. | |
Per la realizzazione dell'area di progetto, oltre a definire l'oggetto, l'articolazione della procedura e il tipo di prodotto atteso, occorre anche che venga posta particolare attenzione ai seguenti aspetti:
la collocazione curricolare per la
quale si suggerisce l'ultimo biennio poiché ciò consente agli
studenti di partire da una solida base di conoscenze, specie nelle
materie professionali;
| la durata, che non deve comunque
superare il 10% delle ore assegnate a ciascuna disciplina coinvolta;
| le discipline interessate, che devono
essere una dell'area comune e | due dell'area professionale. |
Tutti i docenti coinvolti, anche se in
modo parziale, ed eventuali
esperti costituiscono il gruppo di progetto che designa al suo interno
un coordinatore;
| la tipologia, che può assumere forme diverse come: |
- l'indagine su comportamenti, bisogni,
condizioni di vita;
- la ricerca scientifica o di mercato o di costume;
- la realizzazione di un prodotto (ad es.: procedura amministrativa
automatizzata, opuscolo illustrativo di un'attività, gestione simulata
di un'azienda, software per l'ottimizzazione delle giacenze di
magazzino, lancio di un nuovo prodotto ecc.). I progetti di un certo
impegno e complessità possono essere ripartiti fra due anni scolastici
e suddivisi fra più gruppi di studenti anche provenienti da classi
parallele o da indirizzi diversi, se ciò favorisce l'integrazione di
competenze differenti ;
la puntuale programmazione
dell'intervento che deve tradursi in un documento articolato da cui
emergano con chiarezza le fasi e i tempi di attuazione, le risorse
necessarie e ottenibili, le modalità di lavoro, le caratteristiche
del prodotto finale;
| il coordinamento didattico che deve
favorire l'intesa e la sistematica informazione dei docenti
(consigli di classe o gruppi pluriclasse), ma soprattutto garantire
la reciproca collaborazione;
| il coinvolgimento degli studenti che
deve sviluppare in loro la consapevolezza di ciò che dovranno fare
e il senso della partecipazione. | |
Le esperienze condotte in diverse scuole
hanno messo in evidenza l'efficacia formativa di progetti svolti su
committenza esterna, anche se questa modalità può verificarsi solo in
un limitato numero di casi data la difficoltà a trovare committenti.
Per cercare di favorire questo rapporto, è consigliabile che chi
coordina l'iniziativa stabilisca molti contatti per ottenere commesse da
aziende private o enti e si adoperi per ottenerle anche se si tratta di
incarichi piuttosto semplici; in genere, il finalizzare il proprio
operato a produrre qualcosa di utile e spendibile rende gli studenti più
incentivati e rigorosi. Negli ultimi anni esempi significativi di
committenza hanno riguardato la conduzione di indagini per conto di enti
pubblici, la produzione di programmi software per la gestione di
iniziative locali (mostre, fiere, convegni ecc.), lo sviluppo di attività
culturali o di attività aziendali o turistiche.
Va ricordato infine che un'attività così innovativa come quella
dell'area di progetto richiede anche la ridefinizione del ruolo del
docente perché i suoi compiti e le sue funzioni cambiano profondamente.
Quando opera per realizzare l'area di progetto, infatti, l'insegnante
diventa il
coordinatore dell'iniziativa e costituisce una risorsa a disposizione
degli studenti: non deve mai sostituirsi ad essi, né guidarli passo
passo o assegnare loro compiti precisi e troppo parcellizzati.
Il ruolo principale del docente è, quindi, quello di aiutarli ad
organizzarsi e in particolare egli deve:
spiegare con chiarezza a tutta la
classe il tipo di lavoro che comporta la metodologia della
progettazione;
| essere a disposizione dando consigli
solo se strettamente indispensabile;
| evitare di partecipare ai lavori di
gruppo;
| osservare attentamente il
comportamento dei singoli studenti utilizzando apposite griglie di
rilevazione;
| monitorare sistematicamente l'intero
svolgimento ed esprimere i suoi commenti in occasione delle previste
riunioni di verifica in itinere. | |
Data la novità di questa azione
didattica, la scarsa letteratura in merito e il differente modo con cui,
di conseguenza, viene intesa, si ritiene utile dare qualche suggerimento
su come organizzarla e valutarla.
A) Schema di procedura
La realizzazione del progetto deve prevedere una specifica dei passi da
compiere e delle relative attività, cioè una vera e propria procedura
che, opportunamente rappresentata e commentata, costituisce il tracciato
a cui bisogna attenersi. Le esperienze fin qui condotte suggeriscono di
suddividere il periodo corso in tre macrofasi articolate come nello
schema qui riportato:
| FASE | ATTIVITA' | SOGGETTI COINVOLTI | ||||||||||||||||||||||
|
I |
|
|
||||||||||||||||||||||
|
II |
|
|
||||||||||||||||||||||
|
III |
|
|
B) Criteri di valutazione
Il prodotto a cui ciascuna classe o gruppi di studenti perviene deve
sempre dar luogo a due tipi di valutazione La prima riguarda il prodotto
in quanto tale e viene svolta dal Consiglio di classe che deve tener
conto di parametri quali la completezza, la complessità, la correttezza
delle soluzioni, la loro originalità, la ricchezza della
documentazione, il tipo di presentazione.
Il secondo tipo di valutazione riguarda gli studenti che hanno
partecipato all'attività e compete ai docenti direttamente coinvolti
che esprimono il loro giudizio in base alle capacità cognitive e
comportamenti manifestati da ciascun allievo.
Gli indicatori da utilizzare potrebbero essere i seguenti:
ASPETTI COGNITIVI
|
|||
| - organizzare il lavoro; - proporre soluzioni originali; - valutare realisticamente le soluzioni; - ricorre a strumenti adeguati; - realizzare le ipotesi; - relazionare in modo corretto. |
|||
ASPETTI COMPORTAMENTALI
|
|||
| - partecipare al lavoro
in modo propositivo; - impegnarsi nel portare a termine il compito; - essere disponibile al confronto; - ascoltare, chiedere ed esprimere il proprio pensiero; - prendere decisioni; - essere autonomi. |
|||
Le schede elaborate non solo devono essere utilizzate per la stesura del giudizio di ammissione all'esame di maturità, ma possono, insieme al progetto, far parte della documentazione da presentare alla commissione esaminatrice.
Il ragioniere, esperto in problemi di
economia aziendale, oltre a una consistente cultura generale
accompagnata da buone capacità linguistico-espressive e
logico-interpretative, deve possedere conoscenze ampie e sistematiche
dei processi che caratterizzano la gestione aziendale sotto il profilo
economico, giuridico, organizzativo, contabile. In particolare egli deve
essere in grado di analizzare i rapporti fra l'azienda e l'ambiente in
cui opera per proporre soluzioni a problemi specifici.
Pertanto egli deve saper:
| utilizzare metodi, strumenti, tecniche
contabili ed extra-contabili per una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali; leggere, redigere ed interpretare ogni
significativo documento aziendale;
| gestire il sistema informativo
aziendale e/o i suoi sottosistemi anche automatizzati, nonché
collaborare alla loro progettazione o ristrutturazione;
| elaborare dati e rappresentarli in
modo efficace per favorire i diversi processi decisionali;
| cogliere gli aspetti organizzativi
delle varie funzioni aziendali. | |
Egli, quindi, deve essere orientato a:
documentare adeguatamente il proprio
lavoro;
| comunicare efficacemente utilizzando
appropriati linguaggi tecnici;
| analizzare situazioni e rappresentarle
con modelli funzionali ai problemi da risolvere;
| interpretare in modo Sistemico
strutture e dinamiche del contesto in cui opera l'azienda;
| effettuare scelte e prendere decisioni
ricercando ed assumendo le informazioni opportune;
| partecipare al lavoro organizzato
individuale o di gruppo accettando ed esercitando il coordinamento;
| affrontare i cambiamenti aggiornandosi
e ristrutturando le proprie conoscenze. | |
L'acquisizione di tali capacità gli derivano anche dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale, analizzati nelle loro strutture logiche fondamentali con un approccio organico ed interdisciplinare.
Area comune
| Classe di concorso | Materie di insegnamento | CL. I | CL. II | Prove di esame |
| . | Religione-materia alternativa |
1 |
1 |
. |
|
50/A |
Italiano |
5 |
5 |
S.O. |
|
50/A |
Storia |
2 |
2 |
O. |
|
46/A |
Prima lingua straniera |
3 |
3 |
S.O. |
|
47/A-48/A |
Matematica e laboratorio |
5 |
5 |
S.O. |
|
13/A-38/A-60/A |
Scienza della materia e lab. |
4 |
4 |
O.P. |
|
60/A |
Scienze della natura |
3 |
3 |
O. |
|
19/A |
Diritto ed economia |
2 |
2 |
O. |
|
29/A |
Educazione fisica |
2 |
2 |
P.O. |
| . | Totale area comune |
27 |
27 |
. |
Area di indirizzo
| Classe di concorso | Materie di insegnamento | CL. I | CL. II | Prove di esame |
|
46/A |
Seconda lingua straniera |
4 |
4 |
S.O. |
|
17/A |
Economia aziendale |
2 |
2 |
S.O.(*) |
|
75/A |
Trattamento testi e dati |
3 |
3 |
P. |
| . | Totale ore area indirizzo |
9 |
9 |
. |
| . | Totale ore |
36 |
36 |
. |
(*) Il voto attribuito a tale materia, che scaturirà da diverse tipologie di prove (scritte, orali) sarà unico anche nelle valutazioni infra-annuali trimestre quadrimestre).
TRIENNIO IGEA
| Classe di concorso | Materie di insegnamento |
CL. III |
CL. IV |
CL. V |
Prove di esame |
| . | Religione-materia alternativa |
1 |
1 |
1 |
. |
| 50/A | Italiano |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
| 50/A | Storia |
2 |
2 |
2 |
O. |
| 46/A | Prima lingua straniera |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
| 46/A | Seconda lingua straniera |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
| 39/A | Geografia economica |
3 |
2 |
3 |
O. |
| 48/A | Matematica e laboratorio |
4 |
4 |
3 |
S.O. |
| 17/A | Economia aziendale e laboratorio |
7 |
10 |
9 |
S.O. |
| 19/A | Diritto |
3 |
3 |
3 |
O. |
| 19/A | Economia politica |
3 |
2 |
O. |
|
| 19/A | Scienza delle finanze | . | . |
3 |
O. |
| 29/A | Educazione fisica |
2 |
2 |
2 |
P.O. |
| . | Totale ore |
34 |
35 |
35 |
. |
|
COSTITUZIONE
CATTEDRE QUINQUENNIO |
|||
|
50/A |
Italiano e Storia | Nella I e II classe di un corso | 14 ore |
|
50/A |
Lingua e Lettere italiane, Storia | Nella III, IV e V classe di un corso | 15 ore |
|
46/A |
Prima Lingua straniera | Nella I, Il, III, IV e V classe di un corso | 15 ore |
|
46/A |
Seconda Lingua straniera | Nella I, II, III, IV eV classe di un corso | 17 ore |
|
47/A o 48/A |
Matematica e
Laboratorio |
Nella I e II classe di
un corso e in altra I o II classe |
1 5 ore |
| 48/A | Matematica e Laboratorio | Nella III, IV e V
classe di un corso e in una classe di altro corso |
15 o 14 ore |
|
13/A o 60/A o 38/A |
Scienza della materia
e Laboratorio |
Nella I e II classe di
due corsi |
16 ore |
| 60/A | Scienze della natura | Nella I e II classe di tre corsi | 18 ore |
| 19/A | Diritto ed Economia | Nella I e II classe di quattro corsi | 16 ore |
|
19/A |
Diritto, Economia
politica Scienza delle finanze |
Nella III, IV e V
classe di un corso |
17 ore |
|
17/A |
Economia aziendale e
Laboratorio |
1) Nella I, II e IV
classe di un corso 2) Nella III e V classe di un corso |
14 ore 16 ore |
| 75/A | Trattamento testi e dati | Nella I e II classe di tre corsi | 18 ore |
| 39/A | Geografia economica | Nella III, IV e V classe di due corsi | 16 ore |
Le finalità, gli obiettivi e i contenuti
vengono presentati distinguendo i tre settori istituzionali delle abilità
linguistiche, della riflessione sulla lingua e dell'educazione
letteraria. Tale partizione e l'ordine che ne consegue non costituiscono
indicazione di priorità intrinseca o di sequenza nella prassi
didattica, la quale deve invece attuare una forte circolarità e una
chiara interconnessione tra le attività di ciascun settore.
FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO
Finalità specifiche del biennio sono:
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
L'insegnamento dell'italiano si colloca
nel quadro più ampio dell'educazione linguistica, la quale coinvolge
tutti i linguaggi, verbali e non verbali, e impegna tutte le discipline.
La connessione fra i diversi linguaggi e la varietà dei contenuti e
delle situazioni di apprendimento, a cui la pratica dei linguaggi va
collegata, costituiscono punti di riferimento obbligati in ogni fase del
percorso formativo.
In particolare la lingua primaria, come strumento fondamentale per
l'elaborazione e l'espressione del pensiero, per l'ampliamento
dell'intero patrimonio personale di esperienze e di cultura, si offre
come terreno di intervento diretto per tutti gli insegnamenti.
In tale contesto, l'insegnamento dell'italiano assume come oggetto
specifico dell'azione educativa e come campo di acquisizioni culturali i
processi di produzione e comprensione in questa lingua, facendosi
speciale carico di farne emergere la varietà di caratteri e di
funzioni. In tale azione esso trova particolari attinenze con gli altri
insegnamenti linguistici.
Si segnala che la civiltà contemporanea
ha accresciuto il suo interesse per il linguaggio, dei quale vengono
messi sempre più in evidenza le connessioni con i processi di sviluppo
cognitivo, con il formarsi di una coscienza etnica e culturale nonché
il nesso indissolubile con i contenuti del sapere. Il linguaggio stesso
e in special modo la lingua umana, diventano perciò oggetto centrale di
osservazione riflessa, anche in funzioni propedeutica nei riguardi di
altre direzioni di studio, come quelle della logica e della matematica.
L'osservazione della lingua si riconosce oggi percorso obbligato anche
per l'approccio ai testi letterari, nei quali il mezzo linguistico
esprime ai massimo le sue potenzialità.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli obiettivi, indicati secondo i settori istituzionali della disciplina
si riferiscono a capacità che lo studente deve dimostrare di avere
acquisito al termine del biennio.
| Abilità linguistiche | ||||
|
||||
|
||||
| Lo studente, superando il livello della comprensione globale e generica dei discorsi altrui, deve saper: | ||||
|
||||
|
||||
| Lo studente, superando il livello dell'esposizione casualmente sequenziale e indifferenziata, deve saper: | ||||
|
||||
| Gli obiettivi indicati riguardano anche la comunicazione a distanza attraverso mezzi fonici e fonicovisivi, nella quale l'uso orale ha assunto aspetti particolari e svolge funzioni culturali e sociali nuove. | ||||
|
||||
| Nella pratica della lettura, tenuto conto delle diverse modalità e funzioni che caratterizzano la lettura silenziosa e quella a voce, si segnalano separatamente due ordini di obiettivi. | ||||
| Nella lettura silenziosa lo studente deve saper: | ||||
|
||||
|
6.1 |
individuare le strutture e le convenzioni proprie dei diversi tipi di testo, | |||
|
6.2 |
usare le proprie conoscenze per compiere inferenze, | |||
|
6.3 |
integrare le informazioni del testo con quelle fomite da altre fonti. | |||
| Nella lettura a voce lo studente deve saper: | ||||
|
||||
|
||||
| Nella pratica della scrittura lo studente deve raggiungere: | ||||
|
||||
| Riflessioni sulla lingua | ||||
| Gli obiettivi della riflessione sulla lingua si rapportano a finalità sia applicative, sia cognitive. Lo studente deve saper: | ||||
|
||||
| Educazione letteraria | ||||
| Lo studente deve saper: | ||||
|
||||
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Abilità linguistiche
Lo sviluppo delle abilità linguistiche trova i suoi contenuti nelle
specifiche attività che lo studente deve svolgere sulla base di
motivazioni e spunti concreti.
Per la ricezione e la produzione orale tali attività sono:
la pratica dei diversi generi di
scambio comunicativo, quali la conversazione, la discussione, il
dibattito, l'intervista, l'esposizione libera o sulla base di
appunti e scalette;
| rilevamenti e registrazioni della
produzione, di altri e degli studenti stessi in situazioni extra
scolastiche, anche attraverso i mezzi radiofonici e televisivi;
| l'utilizzazione consapevole delle
caratteristiche strutturali e testuali del parlato, che lo rendono
funzionale alla particolare modalità comunicativa e lo
differenziano dall'uso scritto. | |
Per la lettura i contenuti fanno riferimento sia all'ulteriore necessario sviluppo dell'abilità specifica, sia al soddisfacimento dei bisogni di cultura e di partecipazione alla vita sociale presenti nello studente. Le attività di analisi e comprensione dei testi devono:
riguardare un'ampia varietà di testi,
riferibili a tipologie e tematiche diverse: da testi espositivi e
informativi a testi argomentativi, da testi scientifici e tecnici a
testi letterari;
| portare a individuare i caratteri
specifici della testualità e il loro vario manifestarsi nelle
diverse forme di testo;
| realizzarsi anche in letture
strumentali, eseguite in situazioni di uso concreto (a finì di
studio, per preparare dibattiti, relazioni, etc.). | |
Per la scelta e le attività riguardanti
i testi propriamente letterari si rinvia a quanto è detto nel paragrafo
sull'educazione letteraria.
Per la scrittura le attività consistono nella produzione di vari tipi
di testo, allo scopo di accostarsi alle utilizzazioni e alle finalità
che la scrittura trova nella vita reale e che possono essere così
indicate:
dare, registrare e chiedere
informazioni, in forme testuali quali appunti di lezioni e di
conferenze verbali di discussione, annunci e comunicazioni di
carattere privato o pubblico, etc.;
| dare istruzioni per eseguire
operazioni o regolare attività;
| descrivere in termini oggettivi o
soggettivi luoghi, oggetti, persone, eventi;
| sviluppare argomentazioni su tema
dato, secondo istruzioni compositive indicate;
| trasferire contenuti di testi in altra
forma, mediante parafrasi, riscritture, riassunti di varia
dimensione e secondo prospettive diverse;
| interpretare e commentare testi,
redigendo recensioni di libri, film, spettacoli, note esplicative e
osservazioni valutative a margine di testi;
| rielaborare in modo creative
esperienze personali, informazioni oggettive ed elementi fantastici,
in forma di diari, dialoghi, racconti, sceneggiature, etc. | |
Sono altresì contenuto specifico della
didattica e della scrittura, per ogni forma da praticare, tutti gli
aspetti, le fasi e le tecniche del processo di composizione, riguardanti
l'ideazione, l'ordine di costruzione e la graduale definizione formale
del testo (articolazione, correttezza e registro della lingua, ampiezza,
impostazione grafica) in rapporto alla sua funzione e destinazione,
nonché al tempo di elaborazione.
Le varie forme di produzione scritta vanno il più possibile riferite
alle attività scolastiche, affinché tale pratica non abbia puro
carattere di esercizio fine a se stesso.
Riflessione sulla lingua
I contenuti della riflessione sono dati dalla materia relativa ai
processi comunicazione e al funzionamento del sistema della lingua. Tale
quadro, parzialmente già noto allo studente, deve ora acquistare
decisiva chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere tutti i
principali nuclei tematici. Diventano argomenti di particolare o nuova
trattazione:
le caratteristiche fondamentali di un
testo (unità, completezza, coerenza, coesione che ne realizzano l'informatività)
e le sue possibili articolazioni, sia nelle forme dell'oralità, sia
in quelle della scrittura;
| la varietà dei tipi di testo («tipologia
dei testi» ), che conduce ad esaminare il rapporto tra la forma del
testo e il suo contenuto;
| gli aspetti retorici, legati
particolarmente a valori semantici, nei diversi usi della lingua;
| le implicazioni principali del
rapporto tra semantica e sintassi nella struttura della frase:
legami tra i costituenti, reggenze, concordanze modali, temporali e
aspettuali dei verbi;
| punti fondamentali nella vicenda
storica della lingua italiana, dalle sue origini latine ad oggi, e
dei suoi rapporti con i dialetti e con altre lingue;
| le varietà sociali e funzionali della
lingua (standard scritto, uso medio, usi regionali, linguaggi
settoriali) anche in relazione alle esperienze presenti negli
studenti. | |
Educazione letteraria
L'educazione letteraria trova i suoi contenuti nella diretta lettura ed
analisi dei testi letterari, affiancata da una conoscenza essenziale
delle istituzioni (modelli tematici e formali, procedimenti retorici,
circuiti sociali e culturali) che ne regolano la produzione e da
iniziali esperienze di contestualizzazione dei testi. L'analisi di tali
testi permette di rilevare anche le inesauribili risorse della lingua e
offre occasione privilegiata per lo sviluppo di abilità linguistiche
generali.
La scelta dei testi deve tener conto sia degli interessi e delle
motivazioni culturali degli studenti, sia di obiettivi più ampi e
organici dell'educazione letteraria, dei quali si fa interprete il
docente in base alla programmazione. Mediante tale scelta si deve
proporre un orizzonte abbastanza largo di cultura, senza pregiudiziali
restrizioni di tempo, di spazio e di genere, e quindi tenendo conto dei
seguenti criteri:
accanto ad opere di epoche
relativamente recenti e più affini con la cultura degli studenti,
non devono mancare adeguati contatti con testimonianze di altre
epoche, anche antiche, per attingere a motivi culturali profondi
(memoria di miti e di figure, luoghi ed eventi emblematici) ;
| la prevedibile maggiore presenza di
opere letterarie italiane non deve ridurre eccessivamente la
presenza delle altre culture europee ed extra-europee. Per il
panorama italiano non deve mancare l'interesse per quanto è stato
prodotto dalla nostra cultura anche in altre lingue (latino,
dialetti, altri idiomi) e a tal fine si possono utilizzare buone
traduzioni affiancate agli originali;
| occorre attingere alla varietà di
forme e generi della produzione letteraria, poiché questa si
configura come un sistema dotato di proprie istituzioni portatrici
di significato; va dato il dovuto spazio alla poesia, nella quale
anche la funzione creativa della lingua trova la sua massima
espressione. | Una lettura varia e articolata di testi letterari richiede anzitutto il ricorso ad adeguate scelte antologiche, come terreno di esercitazione intensiva delle competenze letterarie ed occasione e stimolo alla scoperta di opere intere. La scelta dei testi deve essere organizzata in modo significativo mediante raggruppamenti e percorsi, al fine di far rilevare la persistenza e l'evolversi di temi, motivi e forme nel tempo, nelle diverse culture e nei vari tipi di rappresentazione. |
La lettura di opere intere costituisce scopo fondamentale dell'educazione letteraria. Quanto alla loro dimensione, la scelta deve essere tale da consentire per ogni anno, d'obbligo, sia la lettura collettiva e guidata di almeno un'opera narrativa intera, sia la lettura più rapida e individuale di altre opere. Circa i loro requisiti di qualità, si deve tenere responsabilmente conto dei seguenti criteri, che sono tra loro interconnessi:
la riconosciuta dignità letteraria
delle opere;
| la significatività tematica, in
rapporto agli interessi presenti ed educabili negli studenti;
| le caratteristiche formali e gli
aspetti linguistico-espressivi, in relazione alle possibilità di
accesso iniziale e a quelle di crescita e di affinamento della
comprensione. | |
Si pone altresì l'esigenza di accostare
lo studente anche alle espressioni letterarie di maggior rilievo per
valore artistico e per il contributo dato al patrimonio di memorie e di
figure simboliche della collettività. In tale ambito, la lettura dei «Promessi
Sposi» è tradizionalmente presente in questa fascia scolastica per il
ruolo svolto dal romanzo nelle vicende della letteratura italiana
moderna e per ragioni di prima accesibilità della forma e di varietà e
ricchezza di temi. La lettura di questa,
come di altre opere di particolare ampiezza e complessità, non va
condotta né in modo estensivo e globale (tanto meno per riassunti) per
giungere ad un generico inquadramento di contenuto, né perseguendo il
disegno di una piena contestualizzazione storico-culturale, obiettivo
proprio di una fase più matura: tale lettura deve seguire opportuna
mente itinerari selettivi che mettano in evidenza aspetti significativi
dell'opera e integrarsi nelle altre esperienze di lettura e di
educazione
letteraria proprie del biennio.
INDICAZIONI DIDATTICHE
L'azione educativa da svolgere nel biennio, in ciascuno dei tre settori
in cui si articola la disciplina, costituisce una coerente continuazione
di quella svolta nei precedenti gradi scolastici: essa ripropone in un
nuovo ciclo gli stessi percorsi fondamentali della disciplina, con lo
scopo non solo di consolidare i risultati già conseguiti dagli
studenti, ma di far loro raggiungere livelli chiaramente più avanzati,
in relazione alle accresciute capacità e ai maggiori bisogni della loro
età.
Per il raggiungimento degli obiettivi indicati si richiede in ogni caso
che preliminarmente si compia la verifica dei livelli di partenza nei
vari ambiti di attività, rilevando in particolare quali abitudini
linguistiche il singolo studente abbia rilevato dal suo contesto
socio-culturale e quale grado di competenza abbia raggiunto nella
comprensione e nella produzione dei testi e nelle conoscenze
metalinguistiche.
Considerata la collocazione dell'insegnamento dell'Italiano nel quadro
più ampio dell'educazione linguistica e la trasversalità che questa
assume nell'intero processo formativo e di istruzione, in sede di
programmazione collegiale, vanno stabiliti concreti collegamenti con
tutte le discipline, in termini di obiettivi comuni e di procedimenti
operativi, per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze relative
al linguaggio. Intese particolari vanno instaurate tra l'insegnamento
dell'Italiano e quello delle altre discipline linguistiche per gli
obiettivi di apprendimento, i contenuti e i metodi che ne accomunano la
didattica.
Per quanto riguarda la distribuzione della materia nei due anni, si
segnala che non sono stati proposti percorsi vincolanti: spetta alla
programmazione indicare quali strategie adottare e quali itinerari
seguire per garantire la gradualità, l'organicità e la produttività
dell'azione didattica. Spetta parimenti al docente stabilire raccordi e
connessioni tra singole attività, per evitarne la rigida separazione e
per non frammentare gli apprendimenti.
Abilità linguistiche
Tutte le attività per lo sviluppo delle abilità linguistiche, sia
orali che scritte, vanno specificamente previste e programmate. A tale
scopo vanno pienamente utilizzate l'interazione comunicativa in classe e
le attività di studio, in quanto occasioni concrete per un esercizio
finalizzato delle abilità.
Riguardo alla comunicazione orale, è necessario che il docente faccia
emergere l'importanza che in questa hanno i vari fattori situazionali,
facendone oggetto di osservazione e guidando i comportamenti degli
studenti nelle diverse forme di scambio comunicativo. Tutti i componenti
della classe vanno coinvolti in tali scambi. É particolarmente
importante utilizzare la cosiddetta «interrogazione» innanzitutto come
occasione per l'esercizio dell'esposizione orale, distinguendo perciò
tale aspetto dal fine della valutazione.
Si richiama l'attenzione sul fatto che, nell'uso orale, il comportamento
comunicativo e linguistico tenuto dai docenti nello svolgimento delle
attività didattiche costituisce la fonte e il modello più diretto per
gli studenti.
Nella pratica della lettura è essenziale attivare le diverse strategie
e modalità, alternandole e sottolineandone i diversi caratteri, e
accertarsi che lo studente acquisisca la capacità autonoma di applicare
tali modalità alle diverse tipologie dei testi e alle finalità della
lettura.
Si segnala che è particolarmente utile avviare gli studenti a
frequentare strutture e luoghi (biblioteche, librerie, archivi e simili)
che favoriscono la lettura come attività autonoma e permettono anche di
soddisfare interessi personali.
Per quanto riguarda la scrittura si sottolinea che le tecniche di
produzione sono oggetto di insegnamento esplicito e che pertanto occorre
mettere al centro dell'attenzione didattica il complesso di fasi e di
operazioni attraverso le quali il testo prende forma definitiva e
adeguata
agli scopi comunicativi. Anche la correzione dei testi prodotti va
considerata come parte del processo di addestramento alla scrittura e a
tal fine lo studente deve essere educato altresì all'autocorrezione.
Ai finì della valutazione vanno considerati tutti gli aspetti del
processo di scrittura sopra indicati e perciò negli elaborati vanno
verificate sia la presenza di informazioni, conoscenze ed elaborazioni
personali, sia la correttezza formale, sia la rispondenza alle
istruzioni compositive impartite.
Riflessione sulla lingua
La riflessione sulla lingua, nelle sue molteplici direzioni, non va
concepita a finì meramente normativi o sussidiari all'uso, ma va invece
rivalutata come fondamentale forma di indagine sul rapporto tra i
contenuti di pensiero e le forme linguistiche e sulla realtà della
comunicazione. Tale attività deve ora mettere a frutto le maggiori
capacità di astrazione e le potenzialità di pensiero ipotetico
deduttivo dello studente perché l'analisi della lingua sia anche sede e
occasione per accostarsi a problemi più generali riguardanti i processi
di conoscenza e di simbolizzazione affrontati in altri campi
disciplinari.
Sotto il profilo del metodo è necessario porre come oggetto concreto di
osservazione il sistema linguistico, attraverso itinerari ordinati e
collegamenti con l'uso, evitando il prelevare di esposizioni di teorie e
l'assunzione rigida di un unico modello.
É indispensabile altresì confrontare e raccordare metodi e
terminologie con quanto si apprende nella scuola media e
nell'insegnamento delle altre lingue.
Educazione letteraria
La lettura e l'interpretazione dei testi letterari si fondano
prioritariamente sull'analisi diretta delle forme del testo. Bisogna
pertanto educare lo studente a cogliere una parte essenziale del
significato del testo osservandone concretamente la lingua nei suoi
diversi livelli e gli altri
aspetti formali. Nel condurre tale analisi sono da evitare sia
l'esposizione di teorie fine a se stessa, sia gli eccessi di tecnicismo
che la condurrebbero ad operazione meccanica.
É altresì necessario collocare i'ipera nei suo contesto, ossia «storicizzarla»,
senza tuttavia ricorrere ad inquadramenti storiografici ingombranti.
Partendo dai segnali interni all'opera stessa, vanno introdotti
riferimenti alla personalità e ad altre opere dell'autore e sviluppati
essenziali confronti con altre testimonianze coeve e di altra epoca,
nonché con la cultura e le esperienze proprie del lettore e del suo
tempo.
Per le opere in traduzione risulta molto utile mettere a confronto
diverse traduzioni di uno stesso originale, specialmente se questo è in
una lingua nota allo studente.
L'esperienza sui testi letterari si avvantaggia e si arricchisce
notevolmente tramite opportuni collegamenti e raffronti con
manifestazioni artistiche di altro tipo, quali quelle figurative
musicali e filmiche: vengono così in evidenza le analogie e differenze
e i reciproci apponi di forme, temi e rappresentazioni simboliche.
FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO
L'insegnamento di lingua e letteratura italiana nel triennio ha il compito di promuovere:
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OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al termine del triennio l'alunno dovrà dimostrare di sapere:
svolgere una relazione orale della
durata di alcuni minuti, anche sulla base di appunti, su un
argomento culturale o professionale appositamente preparato;
| comprendere testi relativi all'ambito
professionale, con la padronanza dei relativi linguaggi
specialistici;
| comprendere testi di carattere
argomentativo, di livello non specialistico, su temi di rilievo
culturale;
| acquisire selettivamente, raccogliere
e ordinare informazioni da testi diversi;
| redigere una relazione, intesa come
sintesi di conoscenze acquisite da esperienze o fonti molteplici;
| redigere testi argomentativi su
tematiche di interesse personale, culturale, sociale ed economico. | |
Gli obiettivi dell'educazione letteraria sono specificati in relazione alla tipologia delle unità didattiche.
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Il curricolo di letteratura italiana nel triennio è impostato su un asse cronologico, il quale non va però inteso come disposizione uniformemente sequenziale degli argomenti, ma come supporto introno al quale si dispongono unità didattiche che vi fanno riferimento in modo elastico, seguendo percorsi orizzontali e verticali e stabilendo anche raccordi a distanza nel tempo.
A grandi linee, la scansione cronologica nel triennio è:
classe terza: fino a tutto il
Cinquecento;
| classe quarta: fino all'Unità
d'Italia;
| classe quinta: fino ad oggi. | |
Tale scansione consentirà di dare spazio adeguato alla letteratura e cultura del Novecento, nelle quali lo studente deve avere gli strumenti per orientarsi. La presenza dei testi novecenteschi non sarà peraltro limitata al periodo terminale del ciclo, ma sarà rilevante anche nei primi due anni, sia attraverso letture libere e consigliate, sia attraverso l'accostamento di opere recenti a quelle epoche che sono al centro dello studio, compiuto in funzione di stabilire continuità e differenze, di rilevare la lunga durata di temi e forme, di percepire l'attualità del passato.
La formazione letteraria degli studenti dovrebbe essere integrata da una serie di letture domestiche consigliate dall'insegnante, assegnate anche per i periodi di vacanza. Le scelte - in prevalenza di narrativa - dovrebbero essere compiute secondo una progressione che muova da testi di intrattenimento e "di genere", tali da accattivare l'interesse e promuovere l'abitudine alla lettura (in continuità col lavoro compiuto nel biennio) verso alcune opere - italiane e straniere - centrali nella letteratura dell'Ottocento e del Novecento.
Il percorso lungo i secoli della letteratura non ha lo scopo preminente di fornire una conoscenza esauriente del vastissimo patrimonio letterario italiano, ma di compiere attraverso di esso esperienze significative di lettura, interpretazione e confronto, tali da suscitare la curiosità e il gusto di allargare le proprie esplorazioni e da fornire un sommario catalogo ragionato, una sorta di scaffalatura ideale in cui collocare le future esperienze.
Una presenza di particolare rilievo va comunque accordata al poema dantesco, per il suo valore fondante della tradizione letteraria italiana e per la sua influenza sull'intera cultura occidentale:
nel primo anno, una corposa unità
didattica sarà dedicata alla lettura del poema attraverso le tre
cantiche: l'unità può essere del tipo "ritratto
d'autore", e quindi comprendere un approccio alle opere minori,
oppure del tipo "incontro con un'opera", e in tal caso
l'approccio alle opere minori avverrà nel contesto di altre unità
(per la tipologia delle unità didattiche, si veda più avanti). La
scelta dei canti da leggere (orientativamente circa dieci) dovrebbe
essere tale da assicurare una ricognizione complessiva della
struttura della Commedia, attraverso un percorso tematico interno al
poema; sempre nel primo anno, brani danteschi saranno presenti in
altre unità di vario tipo;
| nel secondo e terzo anno, brani della
Commedia saranno inseriti in varie unità, in funzione di
accostamento o contrasto tematico, o di documento di memoria
letteraria, o ancora di comprensione della cultura di un'epoca
attraverso la lettura che ha dato Dante. | |
Modularità
La vastità del patrimonio letterario italiano e la finalità di far
sperimentare concretamente agli studenti la molteplicità delle
prospettive secondo cui può essere considerato, impongono di dare
all'insegnamento un'impostazione non uniforme ed enciclopedica, ma
modulare. Il piano di lavoro di ciascun anno va articolato in unità
didattiche, variamente aggregabili in sequenze purché concorrenti al
conseguimento delle finalità specifiche indicate. Si può prevedere che
un'unità didattica impegni da dieci a venti ore di lezione, in un
periodo di uno o due mesi, per poterne svolgere cinque o sei in ciascun
anno scolastico.
Ogni unità didattica fa riferimento a un periodo storico, di estensione
variabile, che può anche scavalcare le tradizionali partizioni per
secoli ed età o includere testi di periodi diversi, in particolare
novecenteschi. Ciò per far emergere continuità e fratture, innovazioni
e persistenze in modo da sottolineare lo spessore storico dei fenomeni
culturali e letterari.
La scelta degli autori e dei testi da leggere è lasciata alla libera
progettazione degli insegnanti ed è soggetta al vincolo dell'organicità
interna all'unità didattica.
Di seguito si indicano alcune tipologie di unità didattiche, che non
vogliono avere carattere esauriente e prescrittivo, ma suggerire la
necessaria pluralità di approcci e di percorsi; ciascuna tipologia è
caratterizzata da propri obiettivi che nel loro insieme concorreranno al
conseguimento delle finalità specifiche.
| Unità storico-culturali: puntano alla ricostruzione del quadro culturale di un'epoca attraverso una campionatura di testi e brani significativi di carattere letterario, culturale, documentario o, eventualmente, di opere artistiche non letterarie. | ||
| Obiettivi caratterizzanti: | ||
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| Unità per generi letterari: presentano lo sviluppo di un genere letterario attraverso un arco storico abbastanza ampio. L'attenzione è portata in questo caso sulla permanenza e innovazione delle caratteristiche formali, sulla memoria letteraria che agisce negli autori, sul rapporto tra istituzioni letterarie e attese del pubblico. | ||
| Obiettivi caratterizzanti: | ||
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| Unità tematiche: sono centrate sui significati che assume uno stesso tema attraverso opere coeve o di epoche diverse, preferibilmente di generi diversi. | ||
| Obiettivi caratterizzanti: | ||
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| Unità « ritratto d'autore » : mirano alla costruzione del profilo storico-critico di un autore maggiore, attraverso la lettura di un'ampia selezione della sua opera, inclusi esempi di documenti biografici (epistolari, testimonianze). | ||
| Obiettivi caratterizzanti: | ||
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| Unità «incontro con un'opera» : sono centrate sulla lettura di un'opera integrale o di una sua selezione abbastanza ampia da dame un'idea complessiva. In questo caso l'accento non viene posto tanto sulla personalità dell'autore quanto sul testo. | ||
| Obiettivi caratterizzanti: | ||
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| La scelta e la combinazione delle unità didattiche deve essere coerente con le finalità generali raggiungibili con il rispetto di queste due condizioni: | ||
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Due unità storico-culturali in un anno
possono, infatti, assicurare il fondamento metodologico di una visione
storica della letteratura, ma non sono finalizzate a costruire una
continuità storica complessiva di tipo enciclopedico. Occorrerà,
piuttosto, fornire un quadro di riferimento cronologico e una mappa
generale in cui inserire le letture compiute a scuola e quelle che lo
studente farà autonomamente durante il periodo degli studi e,
auspicabilmente, dopo. Tale quadro potrà essere fornito, in modo
sintetico, come «ponte» fra un'unità e l'altra.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
Educazione linguistica
Nel caso che all'inizio del triennio si accertino carenze linguistiche
di rilievo, é necessario prevedere interventi di recupero e di
rafforzamento nel corso del primo anno; è bene ricordare, d'altronde,
che tutte le competenze linguistiche sono rimesse in gioco via via che
aumenta la complessità delle prestazioni richieste, per cui si pone in
ogni caso la necessità di ritornare ciclicamente sulle abilità di base
nell'ambito delle nuove attività didattiche.
Nel triennio l'educazione letteraria, arricchita da una dimensione
storica più approfondita, assume tradizionalmente una certa preminenza
quantitativa, ma non deve diventare impegno esclusivo tale da relegare
l'educazione linguistica a un ruolo marginale. Del resto nella pratica
didattica si creeranno numerosi momenti di intersezione tra i due
settori e la stessa attribuzione all'uno o all'altro delle finalità
formative é da intendere come uno schema di comodo.
La riflessione sistematica su strutture, funzioni e varietà
linguistiche non ha più nel triennio uno spazio autonomo, ma deve
proseguire nell'analisi di testi letterari e non, come momento di
esplicitazione consapevole delle varie strutture compositive.
Educazione letteraria
Il materiale di un'unità didattica deve comprendere:
una lista di obiettivi specifici
relativi a conoscenze e ad abilità;
| una sede di testi opportunamente
organizzati in funzione delle «scoperte» da compiere;
| suggerimenti per le operazioni da
effettuare su testi, ivi comprese tracce per discussioni guidate,
questionari e griglie di analisi da usare anche per la valutazione
formativa;
| suggerimenti sulla forma da dare alla
sintesi finale;
| sistemazione delle conoscenze e delle
interpretazioni offerte;
| indicazioni per le prove di verifica
sommativa. | |
È opportuno che il metodo di lavoro
abbia come punto di partenza la lettura e l'interpretazione di testi:
testi e brani letterari, documenti, eventuali brani stoico-critici. La
lettura è occasione di discussione e confronto di ipotesi
interpretative in quanto le caratteristiche e i significati dei testi
sono meglio percepibili quando risultano dall'accostamento di testi
diversi. I concetti generali emergeranno come sintesi, guidata
dall'insegnante, del materiale letto e analizzato: le analisi e i
confronti fra i singoli testi concorreranno a istituire una rete di
relazioni utile all'inquadramento delle varie tematiche nei rispettivi
contesti storici.
L'uso di testi manualistici non costituisce l'elemento centrale
dell'insegnamento, ma deve servire per un approccio orientativo, per
consultazioni occasionali o per fornire riscontri e integrazioni a
quanto già elaborato sui testi originali.
Le attività didattiche saranno variate in funzioni delle fasi di lavoro
e delle opportunità offerte da ogni argomento, avendo cura in primo
luogo di evitare la monotonia: si alterneranno lettura e discussione in
classe, lettura individuale eventualmente guidata da questionari e
griglie, lavori di gruppo e lezioni frontali, intese come introduzione e
sollecitazione di interesse alla lettura, integrazione e raccordo
formativo, aiuto a costruire una sintesi conclusiva.
Anche le produzioni richieste agli studenti devono essere di tipo
diverso: schede dei testi letti, analisi formali sulla base di griglie,
risposte a questionari (prevalentemente a risposta aperta) saggi brevi
di commento a testi, schemi di sintesi, relazioni orali e scritte.
Le attività vanno progettate in modo da conciliare l'esigenza di dare
organicità al lavoro con quella di stimolare negli studenti
l'attitudine alla curiosità intellettuale, alla ricerca personale,
all'autonomia.
Le letture domestiche consigliate possono essere oggetto di analisi e
discussione, allo scopo di stabilire raccordi e confronti con quanto
letto in classe: tuttavia è bene che non siano gravate sistematicamente
di questionari e schede, affinché conservino il ruolo essenziale di
sollecitazione alla lettura personale.
MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
Educazione linguistica
Tutte le fasi di lavoro devono essere accompagnate da una verifica
attenta ed analitica, condotta attraverso apposite griglie di
rilevazione, il cui scopo è di rendere lo studente consapevole delle
difficoltà incontrate e dei progressi conseguiti nei diversi ambiti, in
modo da orientare e motivare il proprio lavoro.
Quando le produzioni scritte e orali sono usate come prove di verifica
disciplinare (relazioni, questionari), è opportuno che la misurazione
della prestazione linguistica sia distinta da quella relativa ai
contenuti disciplinari.
La verifica sommativa deve vertere su prove appositamente predisposte,
che in parte possono coincidere con quelle richieste al termine delle
unità di storia letteraria. La misurazione avviene sulla base di
griglie analitiche che specifichino la qualità della prestazione ai
vari livelli di competenza, da quelli comuni ad ogni tipo di testo (ad
esempio correttezza ortografica e morfosintattica, adeguatezza del
lessico, coesione testuale) a quelli specifici del tipo di testo
richiesto volta a volta (ad esempio uso adeguato di un lessico
settoriale, impostazione
tecnica o soggettiva del discorso, rispetto della consegna).
Educazione letteraria
Durante lo svolgimento delle unità didattiche di storia letteraria
occorre che l'insegnante verifichi passo passo l'acquisizione degli
obiettivi previsti e la graduale sistemazione delle conoscenze (verifica
formativa).
La verifica sommativa può assumere forme diverse: dalla tradizionale
interrogazione (che deve essere impostata secondo un modello omogeneo
quanto a numero e tipo di quesiti per tutti gli studenti), ai
questionari scritti, alle relazioni di sintesi in forma schematica o
descrittiva. Particolarmente efficaci possono risultare le prove che
richiedono di applicare le analisi e le interpretazioni acquisite a
testi nuovi.
La tipologia di prova usata per la verifica sommativa deve essere nota
agli studenti.
FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO
L'insegnamento di Storia è finalizzato a promuovere e sviluppare:
la capacità di recuperare la memoria
del passato in quanto tale;
| di orientarsi nella complessità del
presente;
| l'apertura verso le problematiche
della pacifica convivenza tra i popoli, della solidarietà e del
rispetto reciproco;
| l'ampliamento del proprio orizzonte
culturale, attraverso la capacità di riflettere, alla luce della
esperienza acquisita con lo studio di società del passato, sulla
trama di relazioni sociali, politiche ecc. nella quale si è
inseriti;
| la capacità di razionalizzare il
senso del tempo e dello spazio;
| la consapevolezza della necessità di
selezionare e valutare criticamente le testimonianze. | |
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare di sapere:
esporre in forma chiara e coerente
fatti e problemi relativi agli eventi storici studiati;
| usare con proprietà alcuni
fondamentali termini e concetti propri del linguaggio storiografico
(ad esempio: cambiamento, cesura, ciclo, congiuntura, continuità,
decadenza, progresso, restaurazione, rivoluzione, sottosviluppo,
sviluppo);
| distinguere i molteplici aspetti di un
evento e l'incidenza in esso dei diversi soggetti storici
(individui, gruppi sociali ecc. );
| interpretare e valutare, in casi
semplici, le testimonianze utilizzate;
| distinguere in esse fatti, ragioni,
opinioni e pregiudizi; individuare inconsistenze e incoerenze ecc. ;
| confrontare, in casi semplici, le
differenti interpretazioni che gli storici danno di un medesimo
fatto o fenomeno, in riferimento anche alle fonti usate;
| ricostruire le connessioni sincroniche
e gli sviluppi diacronici riferiti ad un determinato problema
storico studiato. | |
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Classe prima
| Storia antica e altomedievale | |
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Classe seconda |
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Note
1) Il programma di storia antica e altomedievale del biennio costituisce
la prima pane dell'intero programma della storia universale (dalla
preistoria ai nostri giorni) che si prosegue ad impartire,
completandolo, nel triennio.
2) Gli obiettivi di apprendimento sono stati individuati e calibrati
avendo presente l'esigenza di assicurare una prima ed elementare, ma
autosufficiente e completa, informazione circa la natura della
conoscenza storica, le difficoltà che presenta, il linguaggio
attraverso cui si esprime, l'utilità che riveste per l'uomo d'oggi. Una
sede di obiettivi, questa, al cui perseguimento lo studio della storia
antica e altomedievale risulta, alla prova dei fatti, perfettamente
adeguato.
3) 1 contenuti sono ripartiti in punti numerati progressivamente, nei
quali sono indicati, in successione cronologica, i momenti fondamentali
dello sviluppo storico dalla preistoria fino alla conclusione della
lotta per le investiture. All'intemo di ciascuno di questi punti sono
indicati con lettere dell'alfabeto alcuni dei possibili temi particolari
in cui è stata articolata la trattazione di essi.
4) La scelta del tema o dei temi più adatti a caratterizzare la
fisionomia di un determinato momento rispetto a quello che precede e a
quello che segue è affidata al docente. In una prima fase è opportuno
privilegiare gli sviluppi politico sociali e in seguito, sulla rete
della cronologia già tracciata, è possibile strutturare una
trattazione per temi sulle realtà storiche di più lenta trasformazione
(per esempio, le trasformazioni nell'economia, nella cultura, nella
religione, nelle istituzioni).
INDICAZIONI DIDATTICHE
La presentazione dei tratti salienti delle culture e delle civiltà che
nel tempo si sono susseguite o nel tempo sono coesistite e coesistono,
consente allo studente di arrivare a riconoscerne e ad apprezzarne
correttamente caratteri e valori, sapendo cogliere differenze e analogie
che intercorrono tra di esse. Lo studente può essere portato a rendersi
conto del fatto che lo studio della storia, non importa quanto remota,
ben lungi dal comportare il rischio di una fuga dal presente, offre
sussidi utili per una corretta lettura di esso; se non altro nel senso
di predisporre ad accettare il «diverso» ». È anche opportuno far
capire che il privilegio accordato alla civiltà classica nella storia
del mondo antico e alla civiltà europea nella storia contemporanea non
hanno alcun sottinteso etnocentrico, ma mirano a consentire il
riconoscimento della cultura di appartenenza come fatto prezioso di
memoria collettiva, meglio evidenziato proprio dal confronto con culture
diverse nel tempo e nello spazio.
Il confronto fra miti, leggende, diari, memorie ecc. da un lato e
ricostruzioni storiche dall'altro, è importante per far capire che il
carattere specifico della conoscenza storica risiede nel fatto di essere
fondata sull'esame critico delle testimonianze. Bisogna distinguere il
«racconto storico» dalle altre forme di narrazione, la cui
attendibilità non é riscontrabile sulle fonti. È altresì necessario
distinguere nella trattazione di un fatto storico ben circoscritto il
momento dell'accertamento dell'accaduto, il punto di vista dello storico
narratore e le argomentazioni di cui questo si vale per validare la
propria ricostruzione.
Attraverso il confronto tra le diverse ricostruzioni di uno stesso fatto
si porta lo studente a comprendere che tale diversità è riconducibile
non solo ai differenti orientamenti metodologici, culturali e ideali o,
più semplicemente, alle propensioni soggettive, spesso storicamente
datate, degli storici, ma che in più casi essa riflette anche un
ampliamento ed un approfondimento oggettivi delle conoscenze in materia.
Perciò la possibile conoscenza di diverse e spesso anche
contraddittorie interpretazioni dello stesso fatto non è frutto di
arbitrarietà, ma rispecchia la difficoltà insita nell'esercizio del «mestiere
di storico» e non giustifica quindi l'insorgere di un atteggiamento di
scetticismo nei confronti della possibilità di conoscere il passato
anche più lontano e meno documentato e il passato anche più recente
per il quale la documentazione diventa disponibile solo col trascorrere
degli anni. Allo studente vanno presentate le ragioni che possono
motivare la diversità delle opinioni fra gli storici. Esse sono da
cercare sia nella varietà degli orientamenti metodologici, culturali e
ideali, sia nel diverso peso che viene attribuito, a seconda dei casi,
all'una o all'altra categoria di testimonianze (ad esempio, alle
testimonianze archeologiche rispetto a quelle linguistiche, nella
ricostruzione dei grandi movimenti migratori dell'antichità o, per la
storia contemporanea, ai documenti riservati
rispetto alla pubblicistica).
Nella presentazione degli snodi fondamentali della storia (ad esempio,
per quanto riguarda la storia antica e altomedievale, l'espansione di
Roma in Occidente e in Oriente, o l'espansione arabo-musulmana nel
bacino del Mediterraneo; per la storia contemporanea la formazione degli
imperi coloniali o l'avvento dell'era nucleare) è necessario
distinguere i diversi aspetti (politici, sociali, culturali, economici,
religiosi, ambientali ecc.) di un evento storico complesso e le
relazioni che intercorrono fra essi. Va messa in evidenza la diversa
incidenza e l'interazione di distinti soggetti storici (gruppi sociali,
singoli individui, etnie, nazioni, stati) nello svolgersi di avvenimenti
di grande importanza, anche utilizzando risultati e concetti derivati da
altre scienze sociali, in particolare la Geografia, il Diritto e
l'Economia.
Il linguaggio della storiografia attinge largamente e più di altre
discipline al linguaggio comune, ma alcuni termini che esso usa
(continuità, cesura, decadenza ecc.) hanno un significato tecnico
specifico.
Di questo linguaggio, che comprende concetti, espressioni, descrizioni
di mutamenti storici attraverso modelli (ad esempio, continuità/cesura,
rivoluzione/restaurazione, decadenza/progresso, ciclo/congiuntura) lo
studente deve essere guidato a servirsi in modo corretto. Può risultare
utile a tale scopo valorizzare l'interrogazione, il dialogo, il
confronto, e la discussione in gruppo.
Un punto importante dello studio della storia va certamente individuato
nel saper cogliere le relazioni che intercorrono fra i diversi fenomeni
storici e i tempi più o meno lunghi (lunga, media, breve durata) in cui
sono osservati. A questo proposito si può far notare che la cronologia
utilizzata per la storia politica non si adatta di per sé a tutti gli
altri aspetti della vicenda umana (ad esempio, per la storia antica, la
cronologia che scandisce le trasformazioni culturali avvenute in età
preistorica è a maglie molto più larghe di quella che registra la
successione delle varie civiltà protostoriche del vicino Oriente, e la
cronologia di queste ultime è molto più approssimativa di quella della
guerra del Peloponneso) e che queste differenze non dipendono solo dallo
stato
delle fonti, ma anche dalla natura dei fatti studiati e dalla velocità
maggiore o minore con cui avvengono i cambiamenti nei differenti campi
(ad esempio, per la storia contemporanea, mentre la prima rivoluzione
industriale si è estesa ai vari paesi europei in tempi diversi, i moti
del '48 hanno interessato vari paesi a distanza di giorni o di
settimane).
Analogamente, un altro punto importante va individuato nel saper
cogliere le relazioni che intercorrono fra i diversi fenomeni storici e
gli spazi più o meno estesi (ambito locale, regionale, continentale) in
cui sono analizzati. Per rendere evidente questa connessione è
vantaggioso servirsi di sussidi cartografici, ricorrendo caso per caso a
scale rappresentative diverse.
FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO
Lo studio della storia concorre nel triennio alla formazione di un atteggiamento aperto all'indagine sul passato per meglio comprendere ed accettare le rapide accelerazioni della società contemporanea e alla partecipazione cosciente e responsabile alla vita collettiva.
Oltre a riprendere e sviluppare le finalità del biennio l'insegnamento della Storia si propone di condurre lo studente a:
ricostruire la complessità del fatto
storico attraverso l'individuazione di rapporti tra particolare e
generale, tra soggetti e contesti;
| acquisire la consapevolezza che lo
studio del passato oltre che conoscenza di un patrimonio comune è
fondamento per la comprensione del presente e della sua evoluzione;
| acquisire la consapevolezza che le
conoscenze storiche sono elaborate sulla base di fonti di natura
diversa che lo storico vaglia, selezione, ordina e interpreta
secondo modelli e riferimenti ideologici;
| consolidare l'attitudine a
problematizzare e ad effettuare collegamenti, inserendo in scala
diacronica le conoscenze acquisite anche in altre aree disciplinari;
| affinare la sensibilità alle
differenze. | |
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli obiettivi specifici del triennio tenderanno a rafforzare le abilità già acquisite nel biennio e a far acquisire abilità più complesse.
Lo studente deve acquisire la capacità di usare concetti e modelli del discorso storico, così da raggiungere consapevolezza della specificità della storia:
riconoscere comprendere e valutare le
più importanti relazioni tra dati, concetti e fenomeni;
| individuare e descrivere analogie e
differenze, continuità e rottura fra fenomeni;
| esporre, adoperando concetti e termini
storici in rapporto agli specifici contesti storico-culturali;
| classificare ed organizzare dati,
leggere e strutturare tabelle, grafici, cronologie, tavole
sinottiche, atlanti storici e geografici, manuali, bibliografie;
| osservare le dinamiche storiche
attraverso le fonti;
| usare modelli appropriati per
inquadrare, comparare e collocare in modo significativo i diversi
fenomeni storici locali, regionali, continentali, planetari;
| saper leggere testi specialistici ed
acquisire concetti e lessico significativi. | |
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Premessa
Considerando il numero delle ore attuali per ogni anno di corso, la varietà e la complessità dei problemi, la vastità dell'arco di tempo preso in esame nel triennio, si sono individuati, a puro titolo d'esempio, essenziali temi portanti intorno ai quali muoversi.
La scansione delle UU.DD. è stata pensata per permettere una trattazione più approfondita degli eventi del nostro secolo; inoltre in questo modo i programmi di storia e di italiano potranno essere utilmente svolti in parallelo.
nella classe terza si giungerà fino
alla metà del seicento;
| nella classe quarta fino alla seconda
metà dell'Ottocento;
| nella classe quinta fino ai nostri
giorni. | |
Le articolazioni interne delle UU.DD., vanno intese come percorsi possibili e non pretendono d'essere esaustive; vogliono suggerire argomenti salienti, suscettibili di essere trattati con maggiori o minori approfondimenti, secondo angolature differenti (economiche, socio-culturali, politiche) che rispondono all'intento di fornire quella varietà di approcci più sopra auspicata.
Resta comunque indispensabile corredare i momenti di lavoro, di analisi e di approfondimento a momenti d'indagine mirati a far acquisire una visione d'insieme del periodo storico di ogni anno.
Alcuni micro-percorsi sono pensati come strettamente interdisciplinari con le UU.DD. di letteratura e dispongono, quindi, anche di tempi di lavoro relativi all'italiano.
Per ogni anno di corso si suggerisce di sviluppare da dieci a dodici UU.DD. opportunamente scelte all'interno dei temi portanti individuali. Ad ogni U.D. dovrebbero essere dedicate da quattro a sei ore di lavoro della classe a scuola, comprensiva di verifica ed eventuale recupero, e altrettante di lavoro individuale dello studente.
CLASSE TERZA
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CLASSE QUARTA
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CLASSE QUINTA
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INDICAZIONI METODOLOGICHE
La realizzazione degli obiettivi precedentemente esplicitati è legata ad una trasformazione sostanziale della didattica della storia che si fondi su procedimenti di elaborazione delle conoscenze storiche e sulla capacità di usare gli "elementi" fondamentali di tali conoscenze quali ad esempio: i fatti, il tempo, i modelli, ecc..
La prima innovazione metodologica riguarderà l'utilizzo delle fonti sia in funzione di specifiche conoscenze storiche sia in relazione alle esigenze di inquadramento e di supporti storici per altre discipline collegabili alla storia.
Il problema della reperibilità e della selezione delle fonti storiche può essere risolto sia ricorrendo a libri di testo appositamente strutturati, sia attraverso il ricorso ad archivi "intelligenti" ai quali accedere con sistemi informatici.
È necessario che l'insegnante strutturi le unità didattiche attorno ad alcuni nodi problematici finalizzati a potenziare progressivamente nello studente capacità di accesso ai problemi storici con rigore di metodo e varietà di approcci: tali unità didattiche si avvarranno dello studio delle fonti. É tuttavia necessario tenere presente che a livello scolastico non é possibile far emergere dal lavoro analitico la visione d'insieme del periodo storico di cui l'unità didattica costituisce approfondimento; vanno pertanto correlati i momenti d'indagine diretta ad un profilo di storia generale.
É pertanto opportuno conciliare gli approfondimenti tematici con la necessità di garantire un contesto di riferimento puntuale e scientificamente valido nella convinzione che ci sia correlazione significativa tra i due livelli e che non esiste contrapposizione fra storia e «storie» (politica, economica, sociale, della cultura, della scienza, della tecnica).
Modalità di verifica e di valutazione
Le procedure di verifica e il processo di
valutazione tendono ad accertare il raggiungimento degli obiettivi,
privilegiando l'acquisizione di un corretto approccio ai problemi; viene
inoltre verificata la capacità di percepire e sistematizzare
storicamente i problemi facendo ricorso a un adeguato supporto di
conoscenze del profilo storico.
Gli strumenti di verifica da utilizzare devono essere sia di tipo
tradizionale sia di tipo oggettivo; adeguato spazio viene dato a momenti
di osservazione che colgano, mediante apposite griglie, sia a livello
individuale che in gruppo, le conoscenze e le abilità acquisite.
La valutazione globale è soprattutto correlata alla capacità di
compiere inferenze, stabilire relazioni, operare collegamenti, fare uso
corretto di fatti, fonti, documenti e materiali.
FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO
L'insegnamento della lingua straniera costituisce un aspetto fondamentale dell'azione educativa della scuola, cui concorrono tutte le discipline, ciascuna con il proprio linguaggio. La lingua straniera si colloca con la lingua italiana, nell'ambito interdisciplinare dell'"Educazione Linguistica".
In particolare, essa favorisce l'acquisizione di strumenti per un confronto diretto e continuo fra la propria e le altre culture, sviluppando nel giovane, con la consapevolezza della propria identità culturale, la comprensione e l'accettazione dell'altro.
Come ogni sistema linguistico, essa rappresenta un modo specifico di organizzare i dati della realtà e di comunicare conoscenze ed esperienze individuali e collettive; recepisce le modificazioni culturali della comunità ed è quindi un fattore di educazione al cambiamento.
Per contribuire al pieno sviluppo della personalità dell'allievo, l'insegnamento delle lingue straniere si articolerà in modo tale da favorire:
la formazione umana, sociale e
culturale dei giovani attraverso il contatto con altre realtà in
una educazione interculturale, che porti a una ridefinizione di
atteggiamenti nei confronti del diverso da sé;
| lo sviluppo delle modalità generali
del pensiero attraverso la riflessione sul linguaggio;
| l'acquisizione di una competenza
comunicativa che permetta di servirsi della lingua in modo adeguato
al contesto;
| la riflessione sulla propria lingua e
sulla propria cultura attraverso l'analisi comparativa con altre
lingue e culture. | |
La realizzazione di tali finalità è garantita da un approccio comunicativo, in stretto rapporto con l'italiano. L'attività didattica sarà svolta, di regola, nella lingua straniera e orientata all'allievo, il quale sarà informato e reso consapevole degli obiettivi da raggiungere con l'attività intrapresa.
La lingua straniera sarà, di norma, la stessa iniziata nella scuola media, per garantirne una sufficiente padronanza anche agli allievi che, dopo il biennio, intendano entrare nel mondo del lavoro o proseguire la loro formazione su percorsi professionalmente orientati.
OBIETTIVI DEL BIENNIO
Al termine del biennio lo studente avrà acquisito una competenza comunicativo-relazionale che lo metta in grado di:
comprendere messaggi orali di
carattere generale, finalizzati ad usi diversi, prodotti a velocità
normale cogliendo la situazione, l'argomento e gli elementi
significativi del discorso;
| cogliere il senso globale di brevi
messaggi dei mass media (radio, cinema, televisione) su argomenti di
interesse generale, spettacoli, manifestazioni sportive ecc.;
| esprimersi su argomenti di carattere
generale in modo efficace e appropriato, adeguato al contesto e alla
situazione, pur se non sempre corretto dal punto di vista formale;
| comprendere testi scritti per usi
diversi cogliendone il senso e lo scopo, sapendo inferire, in un
contesto noto, il significato di elementi non ancora conosciuti;
| produrre semplici testi scritti di
tipo funzionale e di carattere personale e immaginativo, anche con
errori e interferenze dall'italiano, dal dialetto o da altre lingue,
purché la comprensione non ne venga compromessa. | |
Inoltre lo studente sarà in grado di:
riflettere sulla lingua, ai diversi
livelli (pragmatico, testuale, semantico-lessicale, morfosintattico
e fonologico) partendo dai testi e sistematizzare, sulla base delle
osservazioni, strutture e meccanismi individuati;
| identificare l'apporto alla
comunicazione degli elementi non linguistici e non verbali;
| cogliere, comparativamente con
l'italiano, gli elementi culturali specifici impliciti nella lingua
o da essa veicolati. | |
OBIETTIVI DEL TRIENNIO
L'insegnamento delle lingue straniere nel triennio sarà impostato in modo tale da mettere lo studente in grado di raggiungere i seguenti obiettivi:
stabilire rapporti interpersonali
efficaci, sostenendo una conversazione funzionalmente adeguata al
contesto e alla situazione di comunicazione, anche su argomenti di
carattere specifico all'indirizzo;
| descrivere processi e/o situazioni in
modo personale con chiarezza logica e sufficiente precisione
lessicale;
| orientarsi nella comprensione di
pubblicazioni nella lingua straniera relative al settore specifico
d'indirizzo;
| produrre testi scritti di carattere
generale e/o specifico all'indirizzo con sufficiente coerenza e
coesione;
| possedere una conoscenza della cultura
e della civiltà del paese straniero che gli permetta di
comprenderla senza filtrarla attraverso la propria e di usare la
lingua con adeguata consapevolezza dei significati che essa
trasmette. | |
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Nel biennio i contenuti sono individuabili in funzioni, nozioni e relative espressioni linguistiche che si realizzano nelle molteplicità dei testi. La loro puntuale articolazione, riconducibile, nelle grandi linee, alle proposte del Consiglio d'Europa, spetterà al docente in sede di programmazione. Ci si limita quindi ad indicare tipi di testi orali e scritti da privilegiare, che dovranno comunque riferirsi a tematiche motivanti per gli allievi ed essere linguisticamente e culturalmente significativi.
PRIMA LINGUA
Classe prima
L'utilizzo di appositi strumenti (test d'ingresso, griglie di osservazione sistematica ecc.) permettono di accertare anzitutto il livello di partenza degli studenti. Ciò consente di impostare un lavoro differenziato e il più possibile individualizzato per il recupero del programma della scuola media e per l'approfondimento e il consolidamento del già noto, al fine di ottenere un accettabile omogeneità delle conoscenze linguistiche e della competenza comunicativa degli studenti.
Per non demotivare la classe, nell'impostazione didattica e nell'utilizzazione del materiale si eviterà in ogni modo di ripartire da zero.
E' opportuno proporre una varietà di situazioni comunicative di vita quotidiana, rispondente agli interessi e alle esperienze degli allievi. I testi orali, di tipo monologico e dialogico, saranno espressi a velocità normale a viva voce o tramite registrazioni.
Le competenze linguistiche di base in situazioni comunicative vanno consolidate e sviluppate, senza forzare la produzione che dovrà tuttavia essere adeguata dal punto di vista pragmatico e realizzata con pronuncia e intonazione accettabili.
I testi per la lettura concerneranno argomenti di attualità relativi ai vari aspetti della vita e della cultura dei paesi stranieri, anche come occasione di confronto con la realtà italiana. E' bene proporre materiali, possibilmente autentici (pubblicità, annunci e brevi articoli di difficoltà graduata connessi con argomenti trattati nell'orale ecc.) e testi di tipo immaginativo (brevi racconti, poesie, canzoni) scelti in base alla loro valenza formativa e motivazionale.
Le attività di produzione scritta saranno orientate alla comunicazione e all'espressione: resoconti, curricoli personali, lettere di vario tipo, diari, brevi composizioni ecc. Tutte le attività di scrittura si riferiranno ad argomenti precedentemente trattati nella classe.
Vanno inoltre introdotte attività integrate: esercizi di tipo "cloze", dettati con lessico noto, completamenti di minisituazioni, questionari, interviste e riassunti.
Classe seconda
La competenza comunicativa sarà ampliata utilizzando testi orali e scritti che comportino una varietà di situazioni, atteggiamenti psicologici, ruoli sociali e relativi registri.
E' necessario insistere sulla comprensione di testi orali dal vivo e registrati, possibilmente autentici, relativi alla comunicazione personale (conversazioni, interviste ecc.). Si abitueranno gli studenti a cogliere tutte le dimensioni necessarie per la comprensione di un messaggio: elementi informativi, contenuto situazionale, intenzione e atteggiamento degli interlocutori e loro rapporti.
Analogamente, la produzione orale sarà esercitata su contenuti più complessi dal punto di vista linguistico e testuale, che richiedano, ad esempio, la giustificazione e l'argomentazione della propria opinione e una maggiore attenzione alle regole dell'interazione, anche in presenza di più interlocutori.
Vanno altresì approfondite le tematiche di confronto tra realtà italiana e quella straniera, ampliando la gamma dei testi proposti, mentre va continuata la lettura dei testi immaginativi narrativi e poetici che saranno oggetto di semplici analisi e che saranno scelti sulla base di tematiche motivanti gli studenti, delle letture fatte in italiano e del grado di difficoltà linguistica.
La produzione scritta diventerà gradualmente più complessa e varia per forma e contenuto. Le pratiche di scrittura evidenzieranno le differenze tra codice orale e codice scritto e terranno conto delle caratteristiche situazionali: tipo di destinatario, scopo della comunicazione ecc..
La gamma delle attività integrate sarà ampliata con altre quali:
prendere appunti da un testo orale;
| ricostruire un testo da appunti presi;
| riferire oralmente o per iscritto il
contenuto di un dialogo;
| riassumere testi orali e scritti;
| effettuare interviste sulla base di
questionari predisposti. | |
SECONDA LINGUA
Nel corso dei primi due anni si promuoverà lo sviluppo graduale della quattro abilità fondamentali, privilegiando sempre la comprensione del testo, sia orale, sia scritto, in modo che gli studenti, al termine del biennio, sappiano servirsi in modo comunicativo della lingua appresa, nelle situazioni più comuni e abbiano raggiunto, grazie al maggior tempo a disposizione per l'apprendimento della seconda lingua, un livello di competenza simile a quello raggiunto nella prima lingua.
Gli studenti devono saper esprimere in
modo efficace e appropriato, sia oralmente sia per iscritto, le funzioni
necessarie a una comunicazione su argomenti di carattere generale:
devono pertanto aver colto alcuni esponenti linguistici (fonologici,
grammaticali e lessicali) necessari per esplicitare le funzioni di base
ed essere sensibilizzati al fatto che la scelta dell'esponente
appropriato è legata alla situazione, al ruolo sociale e
all'atteggiamento psicologico di chi parla. Essi devono, inoltre,
sapersi orientare nella comprensione di un testo di argomento generale,
ascoltato o letto, cogliendone l'informazione linguistica, il contesto
situazionale e l'intenzione o l'obiettivo di chi parla o di chi scrive.
Al termine del biennio il livello di competenza nella seconda lingua
deve essere assimilabile a quello della prima, in modo da evitare
inutili distinzioni nel triennio tra prima e seconda lingua.
Classe prima
Gli studenti vanno avviati
alla comprensione di facili argomenti relativi alla vita quotidiana,
espressi a normale velocità di conversazione.
Le competenze linguistiche di base in situazioni comunicative vanno
sviluppate mediante enunciati semplici, senza forzare la produzione, che
deve tuttavia essere sufficientemente corretta per pronuncia e
intonazione.
I testi per la lettura riguardano argomenti concreti di carattere
generale, relativi al vari aspetti della vita e della cultura dei paesi
stranieri, anche come occasione di confronto con la realtà italiana. Si
proporranno materiali, possibilmente autentici (pubblicità, annunci e
brevi
articoli di difficoltà graduata connessi con argomenti trattati
nell'orale ecc. ).
Le attività di produzione scritta vanno orientate alla comunicazione e
all'espressione: lettere di vario tipo, diari, brevi relazioni ecc.
Tutte le attività di scrittura si riferiranno ad argomenti
precedentemente trattati nella classe.
Vanno, inoltre, introdotte attività integrate: esercizi di tipo «cloze»,
dettati con lessico noto, completamenti di minisituazioni, questionari e
riassunti.
La competenza comunicativa è ampliata utilizzando testi orali e scritti
che comportino varietà di situazioni, atteggiamenti psicologici, ruoli
sociali e relativi registri. Occorre insistere sulla comprensione di
testi orali dal vivo e registrati, possibilmente autentici, relativi
alla comunicazione personale (conversazioni, interviste ecc.). Si
abitueranno gli studenti a cogliere tutte le dimensioni necessarie per
la comprensione di un messaggio: elementi informativi, contenuto
situazionale, intenzione e atteggiamento degli interlocutori e loro
rapporti.
Analogamente, la produzione orale viene esercitata su contenuti più
complessi dal punto di vista linguistico e testuale, che richiedano, ad
esempio, la giustificazione e l'argomentazione della propria opinione e
una attenzione alle regole dell'interazione, anche in presenza di più
interlocutori.
Si approfondiscono le tematiche di confronto tra realtà italiana e
quella straniera, ampliando la gamma dei testi proposti.
PRIMA E SECONDA LINGUA
Classe terza
Nel terzo anno
l'insegnamento della lingua straniera deve continuare sulle linee
direttive tracciate per il biennio, tenendo conto della più ampia gamma
di competenze degli studenti, dei loro interessi culturali, del grado di
maturità raggiunto e dell'esigenza di preparazione specifica.
Il programma è comune alle due lingue, infatti, grazie al maggior
carico orario nel biennio, la seconda lingua deve aver raggiunto, più o
meno, lo stesso livello di competenza della prima. L'analisi testuale si
estenderà a un ventaglio di testi tali da offrire la maggiore varietà
possibile di linguaggi e di registri (recuperando la valenza culturale e
gli aspetti di civiltà inevitabilmente connessi ai linguaggi stessi) e,
nella seconda parte dell'anno, può includere testi che introducano
problematiche generali di carattere economico- aziendale. I documenti
relativi forniscono lo spunto per l'analisi comparativa tra le varie
culture e civiltà, per la discussione e anche per la riflessione sulla
lingua.
Lo studio della lingua straniera nel terzo anno si propone pertanto di
favorire, in armonia con lo studio dell'italiano:
|
l'ampliamento degli orizzonti umani, culturali e sociali degli studenti tramite una conoscenza più approfondita, di realtà socioculturali diverse;
| il consolidamento e l'ampliamento della competenza comunicativa mediante l'integrazione dei canali e l'arricchimento delle varietà e dei registri con particolare riferimento alla funzione espressiva;
| l'analisi delle variabili che determinano ogni evento comunicativo;
| l'analisi di diverse tipologie di testi scritti per l'avvio a un corretto approccio al testo specifico. |
Le abilità ricettive orali
vengono ulteriormente potenziate mettendo gli studenti in grado non solo
di individuare il tipo di messaggio, le informazioni esplicite e
implicite e i registri utilizzati, ma anche di analizzarne gli elementi
linguistici, paralinguistici ed extra-linguistici.
Per quanto concerne le abilità ricettive relative a testi scritti (di
carattere quotidiano, culturale, sociale, politico, ecc, tratti da dépliant,
giornali, riviste, libri di testo ecc.), si deve mettere lo studente in
grado di individuare l'organizzazione di un testo distinguendone le
diverse parti e la loro funzione, di individuare il tipo di testo e di
reperire le informazioni esplicite e implicite, nonché le parole-chiave
di ogni paragrafo e l'intenzione comunicativa dell'autore.
Le abilità produttive vanno ulteriormente ampliate e articolate su una
più ricca gamma di esponenti linguistici e di registri. Gli studenti
devono affrontare situazioni di comunicazione che implichino un loro
maggiore coinvolgimento e che richiedano quindi l'espressione di
opinioni personali rispetto a problemi del proprio ambiente e del Paese
di cui usano la lingua, utilizzando anche le conoscenze culturali
acquisite in altre discipline o desumibili dalle proprie esperienze.
vanno pertanto sollecitati a intervenire nella conversazione o nel
dibattito e ad argomentare con l'interlocutore.
Per quanto riguarda in particolare le abilità produttive scritte, gli studenti devono essere in grado di riportare sinteticamente e analiticamente il contenuto di un testo e esercitarsi a redigere lettere, ricodificare diagrammi, stendere relazioni su argomenti incontrati e su testi analizzati, oltre a continuare le attività scritte già svolte nel biennio.
Classi quarta e quinta
Negli ultimi due anni di
corso la stretta collaborazione con i docenti di Economia aziendale e di
Economia e Diritto permette di stabilire i collegamenti trasversali
indispensabili per individuare contenuti concettualmente già assimilati
dalla classe e per affrontare, nella lingua straniera, argomenti non
estranei all'esperienza culturale degli studenti al fine di favorire un
apprendimento interiorizzato e non stereotipato dei linguaggi
settoriali. Il raccordo con l'italiano e la lingua straniera favorirà
inoltre un'analisi più approfondita sul piano semantico e stilistico.
All'interno di questi ambiti disciplinari e al fine di far conseguire
agli studenti una padronanza operativa il più concreta possibile della
lingua, l'insegnante continua a sviluppare le abilità ricettive e
produttive orali, presentando molteplici varietà di lingua e di
registri con particolare attenzione alla funzione argomentativa ed
espressiva e favorendo maggior precisione e ricchezza nell'uso del
lessico, nell'utilizzo di strutture grammaticali diversificate, nell'uso
di connettori appropriati.
Vanno approfonditi i linguaggi settoriali (aziendale, giuridico,
economico ed amministrativo) mediante la lettura e l'analisi di testi
scritti, l'ascolto e la comprensione di testi orali e si introdurrà
l'analisi e la discussione di problemi incontrati, affrontandoli, ove
possibile, su base comparativa con problemi analoghi nel nostro paese.
Gli studenti vanno impegnati nella predisposizione di servizi di
documentazione, dal semplice assemblaggio di notizie, fino alla
produzione di vere e proprie rassegne stampa.
É opportuno prevedere unità didattiche relative alla realtà economica
e sociale del paese straniero, alla geografia economica e alle
istituzioni civili e politiche con opportuni riferimenti storici.
La produzione scritta deve vedere lo studente impegnato nella
ricodificazione di diagrammi e di istogrammi, nella produzione di
riassunti, nella redazione di lettere commerciali e di telefax di vario
tipo, nella stesura di curricoli personali e di documenti, nella
compilazione di modulistica varia (contratti, polizze d'assicurazione,
moduli bancari ecc.), nella stesura di relazioni su testi analizzati e
su argomenti studiati e nella traduzione dalla lingua straniera di testi
di carattere tecnico
con particolare attenzione all'autenticità dell'espressione italiana e
alla precisione della terminologia specifica.
Nell'ultimo anno di corso si deve, inoltre, sviluppare negli studenti
l'abilità di trasporre in lingua straniera il significato generale di
testi di carattere tecnico-professionale, prestando particolare
attenzione alla precisione della terminologia tecnica.
Durante le attività di traduzione scritta, l'uso sistematico del
dizionario monolingue deve essere affiancato dall'uso del dizionario
bilingue, la cui tecnica di consultazione deve costituire oggetto di
esercitazioni finalizzate.
Tutte le classi
La riflessione sulla lingua è condotta in un'ottica interculturale e interlinguistica su:
|
rapporti tra linguaggio verbale e non verbale;
| variabilità della lingua (registro formale/informale, varietà sociali ecc.) ; caratteristiche della lingua in relazione ai diversi mezzi (parlato, scritto, forme multimediali);
| diverse realizzazioni linguistiche di uno stesso atto comunicativo o di una stessa nozione;
| coesione e coerenza del testo e struttura dei diversi tipi testuali;
| lessico (formazione delle parole, rapporti tra elementi lessicali appartenenti alla stessa area semantica ecc. );
| strutture morfosintattiche (caratteristiche fondamentali della frase e dei suoi costituenti, costruzione del periodo, aspetti della morfologia delle diverse categorie di parole) ; sistema fonologico. |
INDICAZIONI METODOLOGICHE
Per una reale efficacia
dell'insegnamento si ritiene indispensabile un'accurata programmazione,
a breve, medio e lungo termine, integrata nel curricolo generale, che
non può prescindere da un attento esame dei programmi di insegnamento
della scuola secondaria di primo grado.
Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati si fa costante ricorso
ad attività di carattere comunicativo in cui le abilità linguistiche
di base siano usate in una varietà di situazioni adeguate alla realtà
dello studente.
La lingua viene acquisita in modo operativo mediante lo svolgimento di
attività su compiti specifici in cui essa sia percepita dallo studente
come strumento e non come fine immediato di apprendimento.
Il va considerato come unità minima significativa per sviluppare nello
studente una competenza comunicativa tale da formulare messaggi che
assolvano a precisi obbiettivi di comunicazione.
L'insegnante deve facilitare l'acquisizione della lingua inizialmente a
livello non consapevole ricorrendo a situazioni motivanti per lo
studente e successivamente deve guidarlo nel processo di formalizzazione
operando in modo da condurlo a gestire sempre più autonomamente il
proprio apprendimento.
Nelle attività di ascolto è importante accertare se e in quale misura
il testo venga compreso. Da qui discende la necessità di un'attenta
selezione del materiale, su cui attivare strategie di comprensione
differenziate a seconda del tipo di testo e dello scopo dell'ascolto,
per individuare le
informazioni principali, specifiche, di supporto e atteggiamenti, ruoli
e intenzioni degli interlocutori. Infatti le difficoltà di comprensione
non si limitano ad aspetti di ordine lessicale e sintattico, bensì
includono la distanza del testo dalla realtà, linguistica e culturale,
dello studente.
La produzione orale si favorisce dando allo studente la più ampia
opportunità di usare la lingua straniera in attività comunicative in
coppia o in gruppo (giochi linguistici, drammatizzazione, simulazione,
«role-play» ecc.).
Durante queste attività è essenziale privilegiare l'efficacia della
comunicazione e la fluenza del discorso. É infatti controproducente
interrompere l'esposizione dello studente per correggere errori di
carattere formale o pragmatico nel corso della produzione orale; si
interviene in un secondo tempo, coinvolgendo nella correzione lo
studente con il suo sottogruppo o l'intero gruppo classe, possibilmente
registrando la produzione e utilizzandone il riascolto.
Nel contesto comunicativo assume particolare rilevanza il consolidamento
di un sistema fonologico corretto e funzionale. Lo studente deve
rendersi conto che una pronuncia scorretta del fonema può interferire
nel processo di comunicazione e che un'intonazione non appropriata può
stravolgere il significato di un enunciato. Va perciò sensibilizzato al
fatto che il contorno intonativo, diverso da lingua a lingua, trasmette
anche le dimensioni affettive del discorso.
Nelle attività di lettura, analogamente a quanto detto per le attività
di ascolto, occorre tenere presente l'influenza che le conoscenze
extralinguistiche hanno sulla comprensione del testo. La caratteristica
più specifica del testo scritto rispetto a quello orale, legata alla
sua «permanenza», consente l'attivazione di particolari strategie per
la comprensione e la verifica delle ipotesi formulate prima e durante la
lettura:
|
globale, per la comprensione dell'argomento generale del testo;
| esplorativa, per la ricerca di informazioni specifiche;
| analitica, per la comprensione più dettagliata del testo. |
Gli studenti volino abituati
alla lettura silenziosa, finalizzata a cogliere il significato del
testo, accompagnata da attività individuali o di gruppo.
Nel presentare il testo immaginativo si deve focalizzare l'attenzione
sugli aspetti che lo distinguono dagli altri testi, soprattutto laddove
lo scarto dalle norme della lingua produce significato, e sulla funzione
percettiva ed evocativa delle figure retoriche.
Per quanto riguarda la produzione scritta, si sottolinea lo stretto
legame tra abilità ricettive e produttive; partendo dalla lettura;
attraverso la riflessione sulle caratteristiche del testo, si mette lo
studente in grado di individuare la specificità del codice scritto, di
analizzare le caratteristiche dei diversi tipi di testo e di
identificare le regolarità della loro organizzazione. Questo lavoro
propedeutico può garantire un approccio efficace allo scritto.
Gli studenti si devono esercitare, oltre che in attività di scrittura
manipolativa per l'acquisizione di automatismi linguistici anche in
attività sempre più autonome e impegnative, per abituarsi gradualmente
ad un uso consapevole, personale e creativo della lingua straniera.
Potranno servire allo scopo: scrittura di paragrafi su modelli dati,
composizioni libere ecc.
Per fare acquisire flessibilità nell'uso della lingua, vanno eseguiti
frequenti esercizi di traduzione intralinguistica nell'ambito della
stessa varietà, da una varietà all'altra oppure da un testo allargato
a un testo ristretto o viceversa, oltre a esercizi di trascodificazione
da forma grafica (tabulati, istogrammi ecc.) in forma linguistica e
viceversa.
Poiché nella sua futura attività di lavoro lo studente può trovarsi
nella necessità di tradurre dei testi, egli é avviato, solo negli anni
terminali, per evitare gli effetti di un transfer negativo, ad esercizi
di traduzione da e nella lingua straniera, considerando la traduzione
abilità aggiuntiva alle abilità di base e non metodo per imparare la
lingua.
Attività ben concepite di traduzione dalla lingua straniera (che
evitino la traduzione della base isolata, prevedendo non solo un
contesto, ma anche un cotesto) sono efficaci per consolidare sia la
competenza testuale, sia l'educazione linguistica. La traduzione nella
lingua straniera non é comunque di tipo «semantico», ma di tipo «comunicativo»
; deve tendere, cioè, a trasmettere il testo, sia pur con una certa «perdita»
di informazione accessoria.
Cattività di riassumere, a livello orale, ma soprattutto scritto,
possiede particolare rilevanza formativa perché mette in gioco diverse
competenze, tra cui l'individuazione degli elementi essenziali del testo
e l'uso di strutture sintattiche complesse per la produzione di un testo
di
arrivo sintetico e coerente. Perciò, durante tutto il corso, gli
studenti dedicheranno spazio alle attività di riassunto, a diversi
livelli, sia come riduzione del testo originale, sia come rielaborazione
del testo d'origine con parole proprie.
Il dettato non si limita alla verifica della mera capacità di
riprodurre in simboli grafici corretti i suoni percepiti, ma viene
eseguito soprattutto per la sua capacità di rafforzare il materiale già
appreso, sia per l'alto grado di concentrazione e di attivazione che
questo esercizio richiede sia per la necessità che pone al discente di
elaborare adeguate strategie di sintesi. Rivela, inoltre, la capacità
di riconoscimento della lingua, difficilmente inferibile attraverso la
capacità di rievocazione.
Per raggiungere questo obiettivo, durante la dettatura, il testo non
viene scomposto parola per parola, ma sarà segmentato su base logica e
intonativa e verrà letto e ripetuto con velocità normale, rispettando
indebolimenti ed elisioni propri del codice orale.
Il consolidamento alla competenza comunicativa richiede una maggior
consapevolezza delle regole del sistema e implica un discorso più
articolato sulla comunicazione, sui meccanismi di coesione testuale,
sulle differenze tra codice scritto e codice orale, sulle funzioni della
lingua e sulla sua variabilità.
La riflessione sulla lingua da realizzarsi di nottua su base comparativa
con l'italiano ed eventuali altre lingue, non costituisce un processo
isolato rispetto alle attività che promuovono lo sviluppo delle abilità
linguistiche, non si limita solo alla presentazione di meccanismi
formali, ma é volta a far scoprire l'organizzazione dei concetti che
sottendono i meccanismi stessi.
È pertanto auspicabile che la grammatica nozionale, centrata sul
significato, integri ove possibile la grammatica formale, poiché essa
permette di spiegare tutta una serie di fenomeni linguistici che
difficilmente potrebbero essere chiariti in altro modo. È quindi
necessaria una stretta collaborazione, soprattutto a livello
metodologico e terminologico, fra docenti di lingua straniera e docenti
di italiano.
Nel quarto e quinto anno si stabiliscono tutti i raccordi possibili con
le altre materie, in modo che i contenuti proposti nella lingua
straniera, pur non perdendo di vista la loro specificità, abbiano
carattere trasversale nel curricolo. Nessun argomento, dunque, sarà
presentato nella lingua straniera se non è stato prima concettualmente
assimilato in altri ambiti disciplinari, in quanto ogni input
linguistico deve trovare strutture cognitive in grado di recepirlo.
I linguaggi settoriali saranno utilizzati in modo che lo studente li
percepisca come strumento e non unicamente come fine immediato di
apprendimento. [obiettivo non deve essere pertanto solo il sapere, ma
anche il saper fare, cioè lo sviluppo di abilità, oltre l'acquisizione
di conoscenze,
La consapevolezza della specificità della cultura straniera, in un
confronto sistematico con quella italiana, si raggiunge tramite la
riflessione linguistica e tramite l'analisi dei testi. Nel primo caso,
si opera a livello morfosintattico (es.: sistema dei pronomi personali,
modalità del verbo ecc.) e lessico-semantico (es. diversi modi di
classificare e definire fenomeni reali e regole sociali). Nel secondo
caso, l'analisi dei testi concerne le informazioni implicite ed
esplicite relative a vari aspetti
e problemi della realtà straniera.
L'insegnante abitua gli studenti all'uso del dizionario bilingue e,
negli ultimi anni, anche monolingua come strumento di lavoro, facendo
loro apprendere le tecniche indispensabili ad una efficace
consultazione.
In particolare il dizionario monolingua può divenire strumento abituale
per l'arricchimento lessicale e di controllo della correttezza
ortografica, morfologica e della pronuncia.
La tecnologia mette a disposizione validi strumenti per l'apprendimento
delle lingue straniere: audioregistratore, video-registratore,
laboratorio linguistico, elaboratore, Tv antenna parabolica ecc. Il
laboratorio linguistico viene utilizzato nel biennio soprattutto per un
corretto apprendimento della struttura fonologica della lingua e per
l'acquisizione di modelli morfosintattici, mentre nel triennio si
utilizzerà per lo sviluppo delle abilità di comprensione, presentando
varietà e registri linguistici diversi.
L'elaboratore rappresenta un validissimo supporto per l'apprendimento
della correttezza ortografica, per lo sviluppo delle abilità di lettura
e di scrittura, per il consolidamento della competenza linguistica, per
gli interventi di recupero e per la verifica. Software flessibile,
software didattico valido e sistemi autore offrono possibilità diverse
di intervento.
MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
La verifica, parte
integrante di tutto il processo didattico-educativo, si deve avvalere di
procedure sistematiche e continue (griglie di osservazione ecc.) e di
momenti più formalizzati con prove di tipo oggettivo e soggettivo.
Le prove oggettive, utili per la verifica delle abilità ricettive, non
sono invece funzionali alla verifica degli aspetti produttivi della
competenza comunicativa, per la quale ci si deve avvalere piuttosto di
prove soggettive. In questo caso, essendo numerose le variabili da
controllare, è opportuno partire da una griglia contenente una serie di
parametri per ridurre l'inevitabile soggettività della loro «lettura».
Prove di tipo «discreto» o «fattoriale», necessarie soprattutto nei
primi tempi per la verifica dei singoli elementi della competenza
linguistica saranno integrate da altre di carattere «globale», volte a
verificare la competenza comunicativa dello studente in riferimento sia
ad abilità isolate (comprensione dell'orale e dello scritto, produzione
orale e scritta) sia ad abilità integrate (conversazione, risposta a
lettere, appunti ecc.).
L'analisi dell'errore, parte essenziale della verifica, rappresenta uno
strumento diagnostico fondamentale per impostare le attività di
recupero; a questo proposito è importante distinguere tra semplice «sbaglio»
(deviazione non sistematica dalla norma ai vari livelli sul piano
dell'esecuzione) ed «errore» (vera e propria lacuna nella competenza
linguistica o comunicativa).
In questo contesto è di particolare rilevanza il momento diagnostico
per orientare in itinere il processo di insegnamento/apprendimento.
La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle
prove sommative svolte in itinere e degli altri elementi concordati in
seno al Consiglio di classe (impegno, partecipazione, progressione
rispetto ai livelli di partenza, ecc.), senza tuttavia mai prescindere
dal raggiungimento degli obiettivi minimi disciplinari prefissati. Si dà
comunque sempre valore prioritario alla fluenza del discorso (velocità
e/o scorrevolezza della produzione linguistica, grado di controllo del
lessico, livello di interazione tra lingua e contenuto) rispetto
all'accuratezza formale dell'espressione linguistica.
FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO
L'insegnamento di matematica (con informatica) promuove:
lo sviluppo di capacità intuitive e
logiche;
| la capacità di utilizzare
procedimenti euristici;
| la maturazione dei processi di
astrazione e di formazione dei concetti;
| la capacità di ragionare
induttivamente e deduttivamente;
| lo sviluppo delle attitudini
analitiche e sintetiche;
| l'abitudine alla precisione di
linguaggio;
| la capacità di ragionamento coerente
ed argomentato;
| la consapevolezza degli aspetti
culturali e tecnologici emergenti dei nuovi mezzi informatici;
| l'interesse per il rilievo storico di
alcuni importanti eventi nello sviluppo del pensiero matematico. | |
La Matematica, parte rilevante del pensiero umano ed elemento motore dello stesso pensiero filosofico, ha in ogni tempo operato su due fronti: da una parte si è rivolta a risolvere problemi ed a rispondere ai grandi interrogativi che man mano l'uomo si poneva sul significato della realtà che lo circonda; dall'altra sviluppandosi autonomamente, ha posto affascinanti interrogativi sulla portata, il significato e la consistenza delle sue stesse costruzioni culturali.
Oggi queste due attività si sono ancor più accentuate e caratterizzate. La prima per la maggiore capacità di interpretazione e di previsione che la matematica ha acquistato nei riguardi dei fenomeni non solo naturali, ma anche economici e della vita sociale in genere, e che l'ha portata ad accogliere e a valorizzare, accanto ai tradizionali processi deduttivi, anche i processi induttivi. La seconda per lo sviluppo del processo di formalizzazione che ha trovato nella logica e nell'informatica un riscontro significativo. Sono due spinte divergenti, ma che determinano con il loro mutuo influenzarsi il progresso del pensiero matematico.
Coerentemente con questo processo,
l'insegnamento della matematica si è sempre orientato e continua ad
orientarsi in due distinte direzioni: da una parte «leggere il libro
della natura» e matematizzare la realtà estema; dall'altra
simboleggiare e formalizzare i propri strumenti
di lettura attraverso la costruzione di modelli interpretativi. Queste
due direzioni confluiscono, intrecciandosi ed integrandosi con reciproco
vantaggio, in un unico risultato: la formazione e la crescita
dell'intelligenza dei giovani.
Le finalità indicate sopra concorrono, in armonia con l'insegnamento
delle altre discipline, alla promozione culturale ed alla formazione
umana di tutti i giovani.
In un corso di studi ad indirizzo tecnico l'insegnamento deve inoltre
confermare l'orientamento dei giovani per questo tipo di studi,
potenziare e sviluppare le loro attitudini e dare le necessarie
conoscenze per seguire proficuamente e senza traumi gli studi
scientifici o tecnici a livello superiore.
Obiettivi di apprendimento
Alla fine del biennio lo studente dovrà essere in grado di:
individuare proprietà invarianti per
trasformazioni elementari;
| dimostrare proprietà di figure
geometriche;
| utilizzare consapevolmente le tecniche
e le procedure di calcolo studiate;
| riconoscere e costruire relazioni e
funzioni;
| comprendere il senso dei formalismi
matematici introdotti;
| cogliere analogie strutturali e
individuare strutture fondamentali;
| matematizzare semplici situazioni
problematiche in vari ambiti disciplinari;
| riconoscere le regole della logica e
del corretto ragionare;
| adoperare i metodi, i linguaggi e gli
strumenti informatici introdotti;
| inquadrare storicamente qualche
momento significativo dell'evoluzione del pensiero matematico. | |
Contenuti
| Tema 1. Geometria del piano e dello spazio. | ||
| 1.1 |
Piano euclideo: figure e loro proprietà; congruenze (isometrie) e loro composizioni; poligono equiscomponibili; teorema di Pitagora. | |
| 1.2 | Omotetie e similitudini nel piano. Teorema di Talete. | |
| 1.3 | Piano cartesiano: retta, parabola, iperbole equilatera e circonferenza. | |
| 1.4 | Coseno e seno degli angoli convessi. Relazione fra lati nei triangoli rettangoli. | |
| 1.5 |
Esempi significativi di trasformazioni geometriche nello spazio. Individuazione di simmetrie in particolare solidi geometrici. | |
| Tema 2. Insiemi numerici e calcolo. | ||
| 2.1 |
Operazioni, ordinamento e loro proprietà negli insiemi dei numeri naturali, interi e razionali. | |
| 2.2 |
Valori approssimati e loro uso nei calcoli elementari. Introduzione intuitiva dei numeri reali. Radicali quadrati ed operazioni elementari su di essi. | |
| 2.3 | Calcolo letterale: monomi, polinomi, frazioni algebriche. | |
| 2.4 | Equazioni, disequazioni e sistemi di primo e di secondo grado. | |
| Tema 3. Relazioni e funzioni. | ||
| 3.1 | Insiemi ed operazioni su di essi. Insiemi finiti: prime nozioni di calcolo combinatorio. | |
| 3.2 |
Leggi di composizione ed individuazione di particolari strutture. Prodotto cartesiano. Relazioni binarie: relazioni d'ordine e di equivalenza. Applicazioni (funzioni). | |
| 3.3 | Funzioni x ax+b, x ax2+bx+c, x a/x. Grafici e zeri di tali funzioni. | |
| Tema 4. Elementi di probabilità e di statistica. | ||
| 4.1 | Semplici spazi di probabilità: eventi aleatori, eventi disgiunti e "regola della somma". | |
| 4.2 |
Probabilità condizionata, probabilità composta. Eventi indipendenti e "regola del prodotto". | |
| 4.3 |
Elementi di statistica descrittiva: rilevazione di dati, valori di sintesi, indici di variabilità, regressione e correlazione. | |
| Tema 5. Elementi di logica e di informatica. | ||
| 5.1 |
Logica delle proposizioni: proposizioni elementari e connettivi, valore di verità di una proposizione composta. Interferenza logica principali regole di deduzione. | |
| 5.2 | Variabili, predicati, quantificatori. | |
| 5.3 |
Analisi, organizzazione e rappresentazione di dati, costruzione strutturata di algoritmi e loro rappresentazione. | |
| 5.4 |
Automi finiti, alfabeti, parole e grammatiche generative. Sintassi e semantica. Prima introduzione ai linguaggi formali. | |
Laboratorio di informatica.
Utilizzazione di un linguaggio di programmazione, analisi di problemi e loro soluzione sia mediante linguaggi di programmazione, sia con l'utilizzo di un opportuno "ambiente informatico".
Commento ai temi
Tema 1. Geometria del piano e dello spazio.
Lo studio della geometria nel biennio ha come finalità preminente quella di condurre progressivamente lo studente dalla intuizione e scoperta di proprietà geometriche alla loro descrizione razionale, e rappresenta come tale una guida privilegiata alla consapevolezza argomentativa. A ciò il docente potrà pervenire adottando un metodo che facendo leva sulle conoscenze intuitive apprese dallo studente nella scuola media, proceda allo sviluppo razionale di limitate catene di deduzione. E' tuttavia necessario che ogni ipotesi o ammissione cui si farà ricorso sia chiaramente riconosciuta e formulata in modo esplicito, quali che siano le ragioni che inducono ad assumerla tra i punti di partenza del ragionamento.
Al docente compete poi l'impegno di
avviare la fase euristica su processi di assiomatizzazione partendo da
semplici situazioni assunte nei vari campi. Ciò nella prospettiva di
familiarizzare gli studenti col metodo ipotetico-deduttivo e pervenire
negli eventuali studi successivi alla costruzione di un sistema di
assiomi per la geometria elementare. A tal fine è bene programmare, in
un quadro di riferimento organico, una scelta delle proprietà (teoremi)
delle figure piane da dimostrare, utilizzando la geometria delle
trasformazioni oppure seguendo un percorso
più tradizionale.
Un traguardo importante dello studio della geometria sarà il piano
cartesiano, come modello del piano euclideo. Con la sua introduzione
saranno disponibili per la risoluzione dei problemi geometrici, sia il
metodo della geometria classica che quello della geometria analitica, e
l'allievo sarà stimolato ad usare l'uno o l'altro in relazione alla
naturalezza, alla espressività e alla semplicità che l'uno o l'altro
offre nel caso particolare in esame. La rappresentazione della parabola
e dell'iperbole equilatera verrà effettuata rispetto a sistemi di
riferimento scelti opportunamente.
Il coseno e il seno di un angolo sono introdotti, limitatamente agli angoli convessi, in relazione allo studio delle proprietà dei triangoli e per le necessità proprie delle altre scienze; lo studio delle funzioni circolari è rinviato al periodo successivo.
Gli elementi di geometria dello spazio hanno lo scopo di alimentare e sviluppare l'intuizione spaziale. È in facoltà del docente presentare prima la geometria piana e poi quella dello spazio, oppure fondere in relazione agli argomenti comuni le due esposizioni.
Tema 2. Insiemi numerici e calcolo.
I numeri naturali, interi, razionali, già noti agli studenti, saranno ripresi in forma più sistematica; si perverrà ai vari ampliamenti a partire da effettive necessità operative, mettendo in luce la permanenza delle proprietà formali e della relazione d'ordine. L'esposizione può anche essere arricchita con l'illustrazione dell'evoluzione storica dei concetti di numerazione e di numero.
Il numero reale sarà introdotto in via intuitiva, come processo costruttivo che può nascere sia da esigenze di calcolo numerico, sia da un confronto fra grandezze omogenee. È importante premettere esempi di calcolo approssimato, in cui sarà posto l'accento sulla significatività delle cifre, anche al fine di far valere come il risultato del calcolo possa essere illusorio in assenza di una corretta valutazione dell'errore.
Il docente deve programmare lo sviluppo da dare al calcolo letterale per abituare l'allievo alla corretta manipolazione di formule, sempre sostenuta dalla comprensione delle procedure da seguire. Si sottolinea, a questo proposito, l'inopportunità del ricorso ad espressioni inutilmente complesse, tenendo presente che la sicurezza del calcolo si acquisisce gradualmente nell'arco del biennio. È invece opportuno fare osservare che un'espressione algebrica è interpretabile in modo naturale come uno schema di calcolo che può essere illustrato da un grafo; si potrà anche collegare il calcolo letterale ai linguaggi formali introdotti negli elementi di informatica.
Lo studio delle equazioni, delle disequazioni e dei sistemi sarà connesso alla loro rappresentazione sul piano cartesiano, con relative applicazioni a problemi di varia natura; nella risoluzione il docente si limiterà a considerare le soluzioni nell'insieme dei numeri reali.
Nel presentare argomenti tradizionali di algebra è opportuno evitare di dare carattere di teoria ad argomenti che si riducono a semplici artifizi e di fornire classificazioni e regole distinte in situazioni in cui valgono gli stessi principi generali.
Tema 3. Relazioni e funzioni.
Il docente, dopo aver riorganizzato le conoscenze sugli insiemi che gli allievi hanno già acquisito nella scuola media, deve aver cura di stabilire opportuni collegamenti tra le nozioni logiche e quelle insiemistiche: connettivi logici ed operazioni tra insiemi, predicato con un solo argomento e sottoinsiemi dell'insieme universo, predicati binari e relazioni, ecc.
Lo studio del calcolo combinatorio sarà limitato alle disposizioni, permutazioni, combinazioni e loro proprietà principali; il docente ne approfitterà per abituare, tra l'altro, l'allievo a dimostrazioni di tipo algebrico.
Dall'esame delle relazioni d'ordine,
delle proprietà formali negli insiemi numerici, delle composizioni di
isometrie e dell'esame di altri esempi, il docente può arrivare,
attraverso il riscontro di analogie strutturali, ai concetti di gruppo,
anello, campo, e di struttura d'ordine, senza tuttavia dare alla
trattazione una sistemazione teorica, che viene rinviata ai successivi
studi.
Alla nozione di relazione di equivalenza va associata quella di insieme
quoziente, con varie esemplificazioni (direzione di rette, classi di
resti, ecc.).
Il concetto di funzione, fondamentale per stabilire relazioni di
dipendenza, consente di visualizzare leggi e fenomeni in connessione
interdisciplinare con altri ambiti. L'introduzione delle funzioni x ax +
b, x ax2 + bx +c, x a/x trova un naturale collegamento con la
rappresentazione della retta, della parabola e dell'iperbole equilatera
nel piano cartesiano; analogamente la nozione di zeri di tali funzioni
trova collegamento con la risoluzione delle corrispondenti equazioni.
La nozione di grafico di una funzione va illustrata anche su esempi
diversi, osservando che non è necessario attendere il possesso degli
strumenti del calcolo differenziale per avere un'idea qualitativa
dell'andamento di funzioni definite da semplici espressioni. In questo
contesto l'impiego del calcolatore può essere importante purché lo
studente abbia consapevolezza del carattere approssimato delle
rappresentazioni ottenute.
Tema 4. Elementi di probabilità e statistica
Lo studio delle probabilità, da un lato sviluppa un corretto approccio
all'analisi di situazioni in condizioni di incertezza, dando strumenti
per trattare razionalmente le proprie informazioni e assumere decisioni
coerenti e, dall'altro, fornisce nuovi ambiti in cui è possibile
svolgere interessanti esempi di matematizzazione.
Per il consolidamento di una mentalità probabilistica che orienti lo
studente anche nei giudizi della vita corrente, sono essenziali un avvio
ragionato alle varie definizioni di probabilità ed una ricca
esemplificazione tratta da situazioni reali.
Lo studio delle probabilità costituisce inoltre un contesto in cui la
formalizzazione e l'astrazione possono far pervenire ad una
strutturazione assiomatica della teoria. Nella soluzione dei problemi è
bene utilizzare una molteplicità di strumenti quali il calcolo
combinatorio, i diagrammi di Eulero-Venn e grafi di vario tipo.
I contenuti della parte di statistica costituiscono l'occasione per una
messa a punto più rigorosa e formalizzata di concetti e di strumenti in
pane già conosciuti suggerendone una più consolidata familiarizzazione
attraverso applicazioni a problemi e contesti di tipo interdisciplinare.
Particolare importanza riveste l'analisi e l'interpretazione dei dati
presentati in varie forme, da quelle tabellari a quelle grafiche o a
quelle più sintetiche, per mettere lo studente in grado di fruire
correttamente e criticamente delle informazioni statistiche che a vario
titolo gli pervengono.
Tema 5. Elementi di logica e di informatica
Gli elementi di logica non devono essere visti come una premessa
metodologica all'attività dimostrativa ma come una riflessione che si
sviluppa man mano che matura l'esperienza matematica dello studente. Fin
dall'inizio bisogna abituare lo studente all'uso appropriato del
linguaggio e delle formalizzazioni, a esprimere correttamente le
proposizioni matematiche e a concatenarle in modo coerente per
dimostrare teoremi, mentre solo nella fase terminale del biennio si può
pervenire allo studio esplicito delle regole di deduzione. Cosi, ad
esempio, si può osservare che la risoluzione delle equazioni si basa
sull'applicazione di principi logici che consentono di ottenere
equazioni equivalenti o equazioni che sono conseguenza logica di altre.
Le riflessioni linguistiche e logiche acquistano una caratteristica
operativa nello sviluppo della pane di programma relativa
all'informatica e ai linguaggi di programmazione. Ciò consente, tra
l'altro, di cogliere le differenze tra il piano linguistico e il piano
metalinguistico, tra il livello sintattico e il livello semantico,
particolarmente evidenziate dalla pratica al calcolatore. va dato altresì
opportuno risalto alle analogie e alle differenze che intercorrono tra
il linguaggio naturale e i linguaggi artificiali, tra il ragionamento
comune e il ragionamento formalizzato.
L'introduzione di elementi di informatica avvia lo studente alla
costruzione di modelli formali di classi di problemi che conducono
all'individuazione di una corretta ed efficiente strategia risolutiva.
Per questo è determinante abituarlo, partendo dal concetto di
informazione, a individuare dati e relazioni tra di essi e a descrivere
i processi di elaborazione che consentono di pervenire alla soluzione
con mezzi automatici.
Durante l'attività di programmazione lo studente deve essere condotto a
riconoscere ed utilizzare consapevolmente i tipi di dati e le loro più
elementari strutture, nonché le regole di costruzione degli algoritmi
(sequenza, selezione, iterazione). In tale attività si devono
evidenziare continuamente le analogie e le differenze tra gli «oggetti»
matematici e le loro rappresentazioni informatiche.
La riflessione sulla formalizzazione di un processo favorisce
l'acquisizione dei concetti di automa e con ciò la possibilità di
riconoscere l'aspetto logico-funzionale di alcune realtà (i linguaggi
formali, l'elaboratore, altri sistemi automatici).
I contenuti proposti trovano il loro naturale sviluppo nell'integrazione
con l'attività di laboratorio.
LABORATORIO DI INFORMATICA
L'attività di laboratorio, distribuita lungo tutto l'arco del biennio,
integra gli elementi di contenuto dei vari temi e costituisce essa
stessa un momento di riflessione teorica. Essa consiste in:
INDICAZIONI DIDATTICHE
Non ci si può illudere di poter partire dalla disciplina già
confezionata, cioè da teorie e da concetti già elaborati e scritti,
senza prendersi cura dei processi costruttivi che li riguardano. É
invece importante partire da situazioni didattiche che favoriscano
l'insorgere di problemi matematizzabili, la pratica di procedimenti
euristici per risolverli, la genesi dei concetti e delle teorie,
l'approccio a sistemi assiomatici e formali.
Le fonti naturali di queste situazioni sono il mondo reale, la stessa
matematica e tutte le altre scienze. Ciò lascia intravedere possibili
momenti di pratica interdisciplinare, prima nella scoperta e nella
caratterizzazione delle diverse discipline in base al loro oggetto e al
loro metodo, poi nel loro uso convergente nel momento conoscitivo.
Dei processi di matematizzazione esistono modelli storici esemplari in
grado di illustrare anche le intrinseche difficoltà: si pensi alla
matematizzazione pre-euclidea in ambito geometrico e al suo difficile
rigoroso approdo euclideo-hilbertiano, al sistema formale
dell'aritmetica, delle teorie riguardanti i numeri reali, alla logica,
alla probabilità ecc. In tal senso proprio la riflessione sul ruolo dei
modelli e del linguaggio matematico in fisica e nei sistemi complessi
della biologia e della sociologia fa cogliere la portata di questo
riferimento anche per la didattica della matematica.
Il problema didattico centrale che si pone al docente nell'attuazione
dei programmi risiede nella scelta di situazioni particolarmente idonee
a far insorgere in modo naturale congetture, ipotesi, problemi. Per una
pratica didattica così finalizzata, offrono prioritaria ispirazione i
risultati delle ricerche in campo storico-epistemologico, in quello
psico-pedagogico, nonché in quello metodologico-didattico.
La scelta delle situazioni e dei problemi rientra in un quadro più
vasto di progettazione didattica che si realizza attraverso la
valutazione delle disponibilità psicologiche e dei livelli di partenza
dei singoli studenti, l'analisi e la determinazione degli obiettivi di
apprendimento, l'analisi e la selezione dei contenuti, l'individuazione
di metodologie e tecniche opportune, l'adozione di adeguate modalità di
verifica. Questa progettazione sostiene il lavoro didattico, favorisce
la collocazione
dei contenuti nel quadro di sapere scientifico, permette di individuare
con più chiarezza la loro importanza e la difficoltà del loro
apprendimento.
Il programma si articola in cinque grandi temi a cui si aggiunge il
laboratorio di informatica, con valore operativo in senso trasversale
rispetto ai temi.
Non è prevista una scansione annuale dei contenuti.
[ordine con cui sono proposti i cinque temi non è da interpretare come
ordine di svolgimento. Si suggerisce che il docente li sviluppi in modo
integrato, partendo da situazioni o contesti che ne mettano in luce le
reciproche relazioni e connessioni, nel rispetto dell'identità
caratteristica degli argomenti. Ferma restando per tutti l'acquisizione
dei contenuti indicati, è necessario che il docente produca
esemplificazioni, situazioni e applicazioni tendenzialmente orientate
secondo le esigenze e gli interessi preminenti dei vari indirizzi di
studio.
I linguaggi di programmazione, gli algoritmi risolutivi dei problemi e
l'aspetto operativo offerto dai calcolatori si possono utilizzare come
occasioni per valorizzare nuovi accessi all'astrazione, modalità più
dirette e distinte di familiarizzazione con i linguaggi formali.
La verifica dell'apprendimento deve essere strettamente correlata e
coerente, nei contenuti e nei metodi, col complesso di tutte le attività
svolte durante il processo di insegnamento-apprendimento. Non può
quindi ridursi ad un controllo formale sulla padronanza solo delle
abilità di calcolo o di particolari conoscenze mnemoniche, deve invece
vertere in modo equilibrato su tutte le tematiche e tenere conto di
tutti gli obiettivi evidenziati nel presente programma.
A tal fine l'insegnante deve avvalersi di verifiche scritte e orali.
Le verifiche scritte possono essere articolate sia sotto forma di
problemi ed esercizi di tipo tradizionale, sia sotto forma di test:
possono anche consistere in brevi relazioni su argomenti specifici
proposti dal docente o nella stesura (individuale o a piccoli gruppi) di
semplici programmi costruiti nell'ambito del laboratorio di informatica.
Le interrogazioni orali sono utili soprattutto per valutare le capacità
di ragionamento e i progressi raggiunti nella chiarezza e nella proprietà
di espressione.
Nel corso delle verifiche scritte è giustificato l'uso degli stessi
sussidi didattici utilizzati nell'attività di
insegnamento-apprendimento (calcolatrici tascabili, strumenti da disegno
e, se ritenuto opportuno, manuali e testi scolastici).
FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO
L'insegnamento della matematica nel triennio di una scuola secondaria superiore amplia e prosegue quel processo di preparazione culturale e di promozione umana dei giovani che è iniziato nel biennio; in armonia con gli insegnamenti delle altre discipline, esso contribuisce alla loro crescita intellettuale ed alla loro formazione critica.
Lo studio della matematica, infatti, in questa fase della vita scolastica dei giovani, promuove in essi:
il consolidamento del possesso delle
più significative costruzioni concettuali;
| l'esercizio ad interpretare,
descrivere e rappresentare ogni fenomeno osservato;
| 'abitudine a studiare ogni questione
attraverso l'esame analitico dei suoi fattori;
| l'attitudine a riesaminare
criticamente ed a sistemare logicamente quanto viene via via
conosciuto ed appreso. | |
Queste finalità di carattere generale, che sono culturali ed educative e pertanto comuni a tutti gli indirizzi di studio, si integrano nei singoli istituti con le loro finalità specifiche e si adattano alle loro esigenze; in ciascuno di questi, infatti, la contiguità con le materie di indirizzo e la necessità dell'interdisciplinarità non consentono che l'insegnamento sia condotto in modo autonomo e distaccato e richiedono anzi che esso acquisti prospettive ed aspetti particolari in relazione alle caratteristiche dell'indirizzo.
In particolare, nel triennio di qualsiasi istituto tecnico, l'insegnamento della matematica ha il compito di sviluppare anche le conoscenze connesse con la specificità dell'indirizzo e di contribuire a rafforzare - sul piano dell'astrazione e della sintesi formale - lo studio dei modelli applicativi tipici delle discipline professionali; in tal modo esso concorre a fare acquisire ai giovani quella mentalità tecnica che consentirà loro di inserirsi più efficacemente nel mondo professionale o di affrontare serenamente studi tecnico-scientifici a livello superiore.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Il presente programma mira ad inserire le competenze raggiunte dagli allievi alla fine del biennio in un processo di maggiore astrazione e formalizzazione.
Alla fine del triennio l'allievo dovrà dimostrare di:
possedere le nozioni ed i procedimenti
indicati e padroneggiarne l'organizzazione complessiva, soprattutto
sotto l'aspetto concettuale;
| sapere individuare i concetti
fondamentali e le strutture di base che unificano le varie branche
della matematica;
| avere assimilato il metodo deduttivo e
recepito il significato di sistema assiomatico;
| avere consapevolezza del contributo
della logica in ambito matematico;
| avere rilevato il valore dei
procedimenti induttivi e la loro portata nella risoluzione dei
problemi reali;
| avere compreso il valore strumentale
della matematica per lo studio delle altre scienze;
| saper affrontare a livello critico
situazioni problematiche di varia natura, scegliendo in modo
flessibile e personalizzato le strategie di approccio;
| saper elaborare informazioni ed
utilizzare consapevolmente metodi di calcolo e strumenti
informatici;
| saper tradurre e rappresentare in modo
formalizzato problemi finanziari, economici e contabili attraverso
il ricorso a modelli matematico-informatici. | |
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Tema n. 1 - Elementi di logica e di informatica
L'approfondimento del procedimento deduttivo, già avviato nel biennio e sviluppato gradualmente nell'arco dell'intero triennio, porterà l'allievo, anche attraverso la sistemazione assiomatica della geometria euclidea, all'acquisizione del concetto di teoria matematica.
La trattazione degli automi, degli algoritmi e degli insiemi di dati e loro strutture sarà affrontata ad un livello di maggiore formalizzazione rispetto allo studio effettuato durante il biennio.
Nel trattare le procedure ricorsive il docente si preoccuperà di applicarle a semplici contesti concreti e di evidenziare sia la loro differenza concettuale con le procedure iterative, sia l'opportunità di scegliere tra le une e le altre.
L'aspetto applicativo dell'informatica verrà affrontato sia rafforzando ed ampliando la conoscenza dei linguaggi di programmazione studiati nel biennio in modo da dominarne le strutture e le procedure fondamentali, sia utilizzando quei prodotti software che per le loro caratteristiche costituiscono nel contempo strumenti di professionalità ed occasione per studiare modelli, sistemi, processi.
Tema n. 2 - Geometria del piano
Le coniche saranno definite come luoghi geometrici e le loro equazioni saranno riferite a sistemi di assi cartesiani opportunamente scelti; si estenderà lo studio a semplici luoghi geometrici che conducono ad equazioni algebriche di grado superiore al secondo.
L'introduzione delle trasformazioni affini, che prosegue il tema delle trasformazioni lineari nel piano, tenderà a far recepire all'allievo il concetto del progressivo ampliamento dei relativi gruppi di trasformazioni ed a far vedere come le proprietà che caratterizzano le varie figure vanno restringendosi man mano che si passa dalla geometria della congruenza a quella affine.
Il problema della misura sarà affrontato con un approccio molto generale, con particolare riferimento al calcolo della lunghezza della circonferenza e dell'area del cerchio, e potrà essere inquadrato anche sotto il profilo storico.
Lo studio della geometria euclidea è completato con il riesame critico ed il concatenamento logico degli argomenti di geometria euclidea già studiati, nonché il richiamo del sistema di assiomi prima dato o la enucleazione di quello sottinteso.
Tema n. 3 - Insiemi numerici e strutture
La definizione di numero reale sarà collegata con la proprietà di completezza della retta.
Le strutture algebriche e d'ordine saranno introdotte non come una classificazione teorico-formale, ma come ambienti operativi i cui elementi possono essere di varia natura e nei quali è possibile risolvere classi di problemi diversi. In particolare, sarà opportuno stimolare l'osservazione di proprietà strutturali nella composizione di trasformazioni geometriche.
Lo studio delle matrici e dei
determinanti, oltre a consentire la risoluzione dei sistemi lineari,
servirà a chiarire il significato di spazio vettoriale ed a
semplificare particolari strutture algebriche. La trattazione dei
sistemi lineari sarà legata alla soluzione di problemi concreti,
compresi quelli relativi a questioni di ottimizzazione. Nello studio
degli spazi vettoriali ci si limiterà a dare i concetti di dipendenza
lineare di vettori, di base e di componenti di un vettore rispetto ad
essa.
Tema 4. Funzioni ed equazioni
Gli esercizi di applicazione dei concetti
di esponenziale e di logaritmo e quelli sulle relative equazioni devono
essere limitati ai casi più semplici; per il calcolo del logaritmo di
un numero o del numero di dato logaritmo è opportuno fare ricorso a
strumenti automatici di calcolo.
Lo studio delle funzioni circolari deve essere limitato alla loro
definizione ed alle principali relazioni.
Per quanto riguarda le funzioni di due variabili lo studio va limitato
ai casi più semplici, con il ricorso alla rappresentazione sul piano
cartesiano mediante curve di livello. Il calcolo del massimo e del
minimo si effettuerà con esempi che consentano soluzioni soddisfacenti
senza far ricorso all'analisi.
Tema 5. Analisi infinitesimale e numerica
L'introduzione dei concetti di limite,
continuità e derivabilità deve essere accompagnato da un ventaglio
quanto più ampio possibile di loro impieghi in ambiti matematici ed
extramatematici ed arricchita dalla presentazione ed illustrazione di
opportuni controesempi che serviranno a chiarire i concetti stessi.
Ai valori approssimati di (pi greco) e di e è possibile pervenire
attraverso l'uso di strumenti automatici di calcolo.
Lo studente va abituato all'esame di grafici di funzioni algebriche e
trascendenti ed alla continua deduzione di informazioni darlo studio di
un andamento grafico. Per questo appare importante fare acquisire una
mobilità di passaggio dal grafico di una funzione a quello della sua
derivata.
Nello scegliere i modelli matematici vanno considerati in prevalenza
quelli di tipo economico avendo cura di accordarsi con i docenti delle
discipline professionali per la scelta del momento e degli esempi
opportuni. In particolare vanno esaminati i modelli che si riferiscono
all'andamento della domanda e dell'offerta di un prodotto, allo studio
dei costi e dei ricavi di un bene o servizio, all'analisi finanziaria e
del reddito, avendo cura di ricercare per ciascuno di essi forme
efficaci di
rappresentazione (lineare, parabolica, esponenziale).
Nella determinazione del valore di una funzione in un dato punto, nella
risoluzione di equazioni e di sistemi vanno utilizzati i metodi del
calcolo numerico quando l'impiego dei metodi tradizionali risulta di
difficile applicazione.
Gli argomenti di analisi numerica devono essere rappresentativi di
problemi risolvibili mediante metodi «costruttivi» che permettano la
determinazione delle loro soluzioni con una precisione arbitraria ed in
un numero finito di passi eseguibili da un calcolatore.
Tema 6. Elementi di probabilità e statistica
Gli elementi di probabilità previsti in
questo tema rispondono all'esigenza di abituare lo studente ad
effettuare modellizzazioni, non soltanto deterministiche, di situazioni
problematiche.
Lo studio degli automi, previsto dal tema n. I, e delle loro transizioni
consente di ampliare le osservazioni all'esame di processi non
deterministici, utilizzando analoghe rappresentazioni, quali grafi,
regole ed altro, e di esaminare l'evoluzione tendenziale di un fenomeno.
Le nozioni di statistica inferenziale vanno inserite nel quadro più
ampio del problema di decisione in condizioni di certezza e di
incertezza. anche per dare allo studente un'idea sufficiente delle
procedure seguite da questa scienza nel campo socio-economico. In questo
contesto il teorema di Bayes sarà opportunamente ripreso ed applicato.
Tema 7. Elementi di matematica finanziaria ed attuariale
Nell'affrontare lo studio della
matematica finanziaria ed attuariale occorre evitare la risoluzione di
problemi che richiedano calcoli particolarmente laboriosi e ripetitivi,
dovendo privilegiare la padronanza concettuale e la consapevolezza delle
procedure seguite.
Si deve in ogni caso evidenziare il significato economico delle
prestazioni che caratterizzano le diverse operazioni.
Tema 8. Ricerca operativa
Il docente deve mettere in luce che
l'insegnamento della ricerca operativa deve fondarsi, non tanto su un
insieme di tecniche, quanto sul suo essere metodo di analisi e di
risoluzione dei problemi. Essa, infatti, utilizza di volta in volta
quelle tecniche, più o meno complesse, che
sono indicate da un preciso modello matematico.
É opportuno affrontare problemi di massimo e di minimo assoluti che si
possono risolvere con il ricorso ad elementari rappresentazioni grafiche
oppure al cosiddetto «metodo delle proprietà note», proprietà che
saranno dimostrate nei casi più semplici.
Nell'applicazione del metodo del simplesso, quando il sistema delle
equazioni che traduce quello dei vincoli ha più variabili, si consiglia
il metodo del «pivot», supportato da un programma eseguibile al
calcolatore. Non è prevista la dimostrazione delle proprietà delle
matrici
alle quali si ricorre applicando questo metodo.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
I contenuti sopra illustrati, seguendo il metodo adottato dal programma
per il biennio, di cui il presente programma è il naturale
proseguimento, sono distribuiti per «temi», allo scopo di dare risalto
ai concetti fondamentali attorno a cui si aggregano i vari argomenti; la
loro ripartizione per anno, nella quale si terrà conto del valore
propedeutico che alcuni argomenti di matematica hanno rispetto ad altre
discipline previste dall'ordinamento o da un eventuale progetto di
sperimentazione attivato nell'istituto, sarà effettuata dagli organi
collegiali nell'ambito della loro programmazione didattica. In ogni caso
alla fine del triennio il programma deve risultare sviluppato per
intero.
Ed ancora, analogamente a quanto è suggerito nel programma per il
biennio, il docente avrà cura di predisporre il suo itinerario
didattico in modo da mettere in luce analogie e connessione tra
argomenti appartenenti a temi diversi, allo scopo di realizzarne
l'integrazione e di facilitarne la comprensione da parte degli studenti.
Nel ribadire le indicazioni metodologiche suggerite nel programma per il
biennio, si insiste sull'opportunità che l'insegnamento sia condotto
per problemi; si prospetti cioè una situazione problematica che stimoli
i giovani, dapprima a formulare ipotesi di soluzione mediante il ricorso
non solo alle conoscenze già possedute ma anche alla intuizione ed alla
fantasia, quindi a ricercare un procedimento risolutivo e scoprire le
relazioni matematiche che sottostanno al problema, infine
alla generalizzazione e formalizzazione del risultato conseguito ed al
suo collegamento con le altre nozioni teoriche già apprese.
Si ricorda a questo proposito che il termine problema va inteso nella
sua accezione più ampia, riferito cioè anche a questioni interne alla
stessa matematica; in questo caso potrà risultare didatticamente
proficuo storicizzare la questione presentandola come una successione di
tentati-
vi via via portati a livello di rigore e di astrazione sempre più
spinti.
[insegnamento per problemi non esclude però che il docente faccia
ricorso ad esercizi di tipo applicativo, sia per consolidare le nozioni
apprese dagli studenti, sia per far acquisire loro una sicura padronanza
del calcolo.
In questo quadro s'inserisce l'esigenza della sistemazione assiomatica
della geometria euclidea, la quale condurrà lo studente a riflettere
sul significato dei termini matematici, sui loro limiti e sulla loro
portata e ad acquisire un modello deduttivo che è diventato modello
paradigmatico di ogni altra sistemazione razionale.
L'uso dell'elaboratore elettronico sarà via via potenziato utilizzando
strumenti e metodi propri dell'informatica nei contesti matematici che
vengono progressivamente sviluppati. Si citano alcuni esempi di
argomenti nei quali il contributo informatico può essere
particolarmente
significativo: calcolo approssimato delle soluzioni di un'equazione
algebrica o trascendente e di sistemi lineari, applicazioni al calcolo
differenziale ed integrale, rappresentazione grafica di una funzione,
applicazioni a fatti probabilistici e statistici.
Oltre a permettere l'approfondimento delle conoscenze, dei linguaggi e
dei metodi propri dell'informatica, esso consente anche, mediante la
visualizzazione di processi algoritmici non attuabile con elaborazione
manuale, la verifica sperimentale di nozioni teoriche già apprese e
rafforza a sua volta negli studenti l'attitudine all'astrazione ed alla
formalizzazione per altra via conseguita.
Il docente infine terrà presenti, ai finì della preparazione
professionale degli studenti, le connessioni della matematica con le
discipline tecniche d'indirizzo e darà a ciascun argomento uno sviluppo
adeguato alla sua importanza nel contesto di queste discipline.
In ogni caso la realtà operativa (aziendale) costituirà il punto di
riferimento di ogni trattazione, in modo da dotare il giovane che sarà
chiamato a svolgere un'attività di tipo decisionale per la quale non
possono bastare intuito ed esperienza, di rigorosi metodi di analisi, di
capacità relative alla modellizzazione di situazioni anche complesse,
di abilità connesse al trattamento di dati, che gli consentiranno di
effettuare scelte consapevoli e razionali.
MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
Le fasi di verifica e valutazione dell'apprendimento devono essere
strettamente correlate e coerenti, nei contenuti e nei metodi, col
complesso di tutte le attività svolte durante il processo di
insegnamento-apprendimento della matematica. La valutazione non deve
quindi ridursi ad un controllo formale sulla padronanza delle sole
abilità di calcolo e di particolari conoscenze mnemoniche degli
studenti deve invece vertere in modo equilibrato su tutte le tematiche e
tenere conto di tutti gli obiettivi evidenziati nel presente programma.
A tal fine l'insegnante si avvarrà di verifiche scritte e orali. Le
verifiche scritte potranno essere articolate sia sotto forma di problemi
tradizionali, sia sotto forma di «test», potranno anche consistere in
brevi relazioni su argomenti specifici proposti dal docente o nella
stesura (individuale o a piccoli gruppi) di semplici programmi costruiti
neil'ambito del laboratorio di informatica. Le interrogazioni orali
saranno volte soprattutto a valutare le capacità di ragionamento e i
progressi raggiunti nella chiarezza e nella proprietà di espressione
degli studenti.
Si raccomanda altresì, non soltanto all'inizio del triennio, un'attenta
ricognizione dei livelli di partenza ed intermedi dei singoli studenti,
mediante accertamenti opportunamente calibrati, anche al fine di
intraprendere azioni mirate di consolidamento e, se necessario, di
recupero, prima di procedere oltre con lo sviluppo del programma.
FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO
La disciplina Scienza della materia ha lo scopo di far acquisire agli allievi il metodo sperimentale. Essa accorpa in un unico insegnamento contenuti di fisica e di chimica.
Le due discipline (fisica e chimica) sono viste nell'ordinamento attuale prioritariamente, se non esclusivamente, rivolte a fornire conoscenze tecniche che potremmo definire "necessarie" per vivere in una società che su tali conoscenze fonda il suo stesso sviluppo. Una tale visione - se poteva avere una giustificazione in passato - oggi appare culturalmente inconsistente.
Le conoscenze fisiche e chimiche - dalle
quali discendono le varie applicazioni tecnologiche - appaiono sempre più
complesse e variegate tali da non potere essere presentate correttamente
in una scuola secondaria, e qualora presentate in modo divulgativo, tali
da dare una visione semplicistica e perciò distoma della realtà
sperimentale. D'altronde, nel momento in cui finalizzassimo
l'insegnamento di queste due discipline a fornire un bagaglio di nozioni
ritenute «indispensabili», dovremmo chiederci quali siano quelle
veramente «importanti» (e non che «sembrino» importanti per una
semplice questione di attualità contingente). Inoltre le nozioni
scientifiche oggi «importanti» sono moltissime, e in gran parte non
sono concettualmente accessibili a giovani di tredici e quattordici anni
né possono costituire l'obiettivo primario dell'insegnamento
scientifico a questo livello di età.
La finalità dell'insegnamento delle discipline scientifiche deve invece
essere quella di accostare lo studente alla metodologia
scientifico-sperimentale: la loro analisi epistemologica ha indotto,
infatti, ad abbandonare l'idea di suddividerle in base ai contenuti,
individuando invece nella metodologia usata il criterio in base al quale
differenziarle.
Con la Scienza della materia, quindi, si
intende far acquisire non tanto una serie di nozioni, quanto quella
metodologia sperimentale che è stata la chiave di volta dello sviluppo
e dei successi recenti e che d'altronde costituisce un habitus mentale
produttivamente trasferibile ad altri contesti.
Nell'ottica sopra delineata l'accorpamento di fisica e chimica si
presenta come fatto naturale, poiché - in particolare - non è
pensabile di introdurre il metodo con tutte le sue sfaccettature in un
biennio di scuola media superiore: si può solo prospettare la
presentazione del metodo nei suoi tratti salienti e perciò comuni a
tutti i capitoli delle conoscenze scientifiche a cui il metodo stesso si
applica.
Ne consegue che i contenuti devono essere scelti non in base ad una loro
improbabile importanza, ne in base a una «equilibrata» suddivisione
tra i vari capitoli facenti parte di tali discipline, ma tra quelli
didatticamente più opportuni. Ciò vuole dire che la scelta deve cadere
sui contenuti concettualmente più semplici, descrivibili con il minor
numero di variabili, più facilmente sperimentabili da parte degli
studenti e più vicini alla loro realtà quotidiana così come da loro
stessi vissuta.
È opportuno, infine, sottolineare come le finalità metodologiche e non
nozionistiche dell'insegnamento di Scienza della materia sono
perseguibili solo attraverso un'intensa attività sperimentale svolta
direttamente dagli studenti come vuole la moderna didattica da queste
discipline.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
L'insegnamento della disciplina dovrà condurre l'allievo a raggiungere i seguenti obiettivi:
sviluppare la capacità di
acquisizione e di rielaborazione critica dell'informazione fornita
dalla comunicazione scritta, orale e visiva;
| sviluppare la capacità di analisi, di
sintesi e di rielaborazione delle informazioni desunte
dall'osservazione e dalla sperimentazione;
| sviluppare le capacità di
strutturazione logica delle conoscenze sperimentali;
| sapere avanzare ipotesi e saperne
verificare la validità;
| comprendere i processi di sviluppo
della scienza e i limiti di validità delle conoscenze scientifiche;
| contribuire ad acquisire un linguaggio
corretto e sintetico;
| contribuire ad acquisire una visione
organica della realtà;
| prendere coscienza dell'influenza del
progresso scientifico sulla società, considerata nei suoi vari
aspetti economico, tecnologico, ambientale. | |
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Tema 1. PROPRIETÀ DELLA MATERIA
Osservazioni e misure fisiche. Alcune
proprietà fisiche dei corpi e delle sostanze, lunghezza,
superficie, volume, massa, densità, elasticità.
| Stati di aggregazione della materia:
solidi, liquidi, aeriformi. Trasformazioni: grandezze che si
conservano e grandezze che non si conservano.
| Forza come causa di deformazione.
Forza elastica. Forza peso. Pressione.
| Effetti del raffreddamento e del
riscaldamento: dilatazione termica e passaggi di stato. Introduzione
ai concetti di temperatura e calore. | |
Tema 2. ENERGIA E TRASFORMAZIONI
Sistemi di riferimento. Spostamento,
velocità, accelerazione.
| Forza come causa di variazione della
velocità: primo e secondo principio della dinamica. Forza come
interazione tra corpi. Quantità di moto e sua conservazione.
Interazione gravitazionale ed elettrostatica.
| Lavoro, energia potenziale, energia
cinetica. Energia termica e sistemi di misura. Equivalenza
lavoro-calore. Conservazione dell'energia. Trasformazioni
energetiche, irreversibilità.
| Leggi dei gas e modello particellare
della materia. | |
Tema 3. SOSTANZE E COMPOSTI
Dai miscugli alle sostanze pure.
Definizioni operative e procedimenti sperimentali. Caratterizzazione
delle sostanze.
| Le trasformazioni chimiche e la loro
caratterizzazione qualitativa. Riproducibilità dei rapporti
ponderali e conservazione della massa. Le reazioni come mezzo di
riconoscimento e preparazione di composti e di elementi.
Comportamento chimico e classificazione delle sostanze.
| Aspetti fenomenologici delle reazioni
acido-base e ossido-riduzioni.
| L'equilibrio chimico dal punto di
vista fenomenologico. Fattori influenti sull'equilibrio chimico.
| Costanza di composizione e
costituzione molecolare. Massa relativa di molecole e atomi. Formula
chimica. Equazione chimica. Valenza. Il legame chimico con relazione
di adiacenza tra gli atomi.
| Reazione acido-base e
ossido-riduzione.
| Il carbonio. Catena di atomi.
Isomeria. Gruppi funzionali. | |
Tema 4. ELETTRICITÀ
Corrente elettrica e la differenza di
potenziale. Passaggio di corrente nei solidi: conduttori chimici e
non chimici. Passaggio di corrente nei liquidi: elettrolisi.
| Effetti della corrente elettrica:
effetto Joule, effetto magnetico.
| Magnetismo naturale e la sua
interpretazione.
| Induzione elettromagnetica e la
corrente alternata. | |
Tema 5. RADIAZIONE LUMINOSA
Propagazione rettilinea della luce:
riflessione e rifrazione.
| Fenomeni di diffrazione e
interferenza. Propagazione delle onde sulla superficie di un liquido
come modello della teoria ondulatoria della luce.
| Colore e lunghezza d'onda della luce.
Spettroscopia. | |
Tema 6. SCIENZA, TECNOLOGIA E SOCIETÀ
Risorse materiali ed energetiche.
| Prodotti tecnologici (composti
inorganici, materie plastiche, strumentazione elettronica, ecc.).
| Il problema dello smaltimento dei
rifiuti. | |
(Dai contenuti indicati in quest'ultimo tema saranno tratti alcuni spunti che -opportunamente inseriti dal docente nel corso dello svolgimento del programma- illustrino esemplarmente il contributo delle scienze sperimentali alla dinamica delle relazioni uomo-ambiente-tecnologia).
INDICAZIONI METODOLOGICHE
La metodologia sperimentale può essere perseguita solo attraverso una didattica basata sull'alternarsi di esercitazioni degli alunni in laboratorio con momenti di rielaborazione teorica.
L'esecuzione degli esperimenti in laboratorio e l'attività nel laboratorio di informatica saranno realizzati o singolarmente o a piccoli gruppi dagli alunni. Gli esperimenti avranno carattere sia qualitativo che quantitativo. L'insegnante richiederà ai singoli allievi la stesura di una sintetica relazione scritta per ogni esercitazione di laboratorio.
All'attività di laboratorio degli allievi dovrà essere dedicato circa il 30% del tempo a disposizione.
Lo svolgimento di esercizi e problemi costituirà un utile momento di riflessione sull'attività svolta.
Il docente dovrà -nello sviluppo del programma, nella scelta dell'itinerario e delle esercitazioni- tenere conto, in particolare, delle indicazioni che pervengono dalla pedagogia della scienza in riferimento al problema delle preconoscenze presenti negli allievi.
Infine, nella progettazione del curricolo il docente dovrà avere ben presente la propedeucità dei vari argomenti onde evitare nell'itinerario didattico di utilizzare concetti non ancora introdotti e non ancora chiaramente acquisiti da parte degli allievi.
MODALITÀ DI VALUTAZIONE
Costituiranno elementi di verifica a fine formativo e sommativo, oltre alle consuete prove orali, anche prove oggettive opportunamente predisposte dall'insegnante e le relazioni individuali presentate dagli studenti sugli esperimenti effettuati e sull'attività svolta nel laboratorio di informatica. Dato il carattere sperimentale della disciplina, si dovrà prevedere un'accurata valutazione delle capacità e abilità connesse con l'esecuzione degli esperimenti, rivolgendo l'attenzione al processo più che ai risultati.
FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO
L'inserimento delle Scienze della natura
nell'area comune del biennio è connesso sia alle sue potenzialità
formative e culturali sia alla sua rilevanza umana e sociale.
La presentazione di un «modello unitario», articolato ed integrato di
Biologia e Scienza della Terra è legata alle finalità
dell'insegnamento che, infatti, si propone di metterne in rilievo le
correlazioni e le interdipendenze. Inoltre, tale integrazione si
giustifica, oltre che per motivi di ordine pedagogico (evitare la
numerosità degli insegnanti) per le molteplici affinità di ordine
strutturale e metodologico esistente tra le due discipline, entrambe
rivolte allo studio di sistemi complessi.
In particolare si sottolinea che:
Lo studio della Biologia ha come fine la comprensione dei capisaldi
concettuali ed epistemologici quali: il concetto di specie, di
popolazione, di programma genetico, di fecondazione ecc. sulla base del
«filo conduttore evolutivo». A ciò si deve aggiungere la conoscenza
delle interrelazioni tra organismi viventi e tra viventi ed ambiente,
nonché quella delle leggi della Natura. Infatti, è indispensabile che
i giovani acquisiscano la consapevolezza di dover conservare integri gli
equilibri naturali e il concetto della lunghezza del tempo necessario a
ristabilirli.
Lo studio di Scienze della Terra ha come fine la conoscenza e la
comprensione degli aspetti geologici e geofisici che si riflettono
direttamente sulla vita dell'uomo, oltre alla corretta individuazione
dei nessi tra mondo abiotico e biotico. In sostanza, con questo
insegnamento ci si propone di fornire ai giovani alcuni strumenti per
una corretta interpretazione della realtà dei viventi e del contesto
fisico-chimico ambientale di cui l'uomo stesso è parte integrante.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al termine del corso biennale di Scienze
della natura si prevede che gli studenti abbiano raggiunto la padronanza
dei concetti di base e abbiano colto l'aspetto sistemico delle realtà
biologica e geologica.
Inoltre gli studenti dovranno saper analizzare e definire tutti gli
elementi del sistema in termini qualitativi e quando possibile
quantitativi, tenendo sempre presente il concetto di continua modifica
dei sistemi biologici e geologici.
Al termine del biennio gli studenti devono essere in grado di:
usare il linguaggio scientifico
attinente alle due discipline in modo corretto;
| descrivere ed interpretare un fenomeno
in modo chiaro e logico;
| porsi domande significative e
ricercarne le risposte;
| applicare la metodologia acquisita a
problemi e situazioni nuove;
| osservare ed interpretare carte
tematiche, geografiche, grafici, istogrammi, diagrammi ecc. ;
| usare microscopi, lenti ed altri
strumenti di laboratorio;
| descrivere ed interpretare un fenomeno
attraverso l'osservazione di illustrazioni, diapositive ed altri
mezzi. | |
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
I contenuti sono articolati
secondo un modello unitario e suddivisi in moduli per il primo e secondo
anno.
Il filo conduttore che lega i diversi moduli relativi alla prima classe,
è quello dell'educazione ambientale. Partendo dallo studio del pianeta
Terra si arriva allo studio delle varie interazioni tra i viventi e tra
i viventi e l'ambiente.
Nella seconda classe, dopo aver completato lo studio della biosfera con
la descrizione della litosfera, si passa alla trattazione dei vari
argomenti in programma che ha, come filo conduttore, l'educazione alla
salute.
Classe prima
Modulo 1: La Tema nello Spazio
|
Il Pianeta Terra inserito nel Sistema Solare.Forma e dimensioni della Terra
| Forma e dimensioni della Terra.
| Coordinate geografiche.
| Moti della Terra e conseguenze. Modi di rappresentazione della Terra,
uso delle carte geografiche e distribuzione delle terre emerse. | |
Modulo 2: Idrosfera
Che cos'è un ciclo e come si
rappresenta: il ciclo dell'acqua.
| Il serbatoio più grande: l'oceano.
| Riserve di acqua dolce: ghiacciai,
acque sotterranee, acque superficiali.
| Problemi ambientali dell'idrosfera:
uso di acque dolci, inquinamento dei mari e delle falde. | |
Modulo 3: Atmosfera e clima
Struttura e composizione
dell'atmosfera.
| Pressione, Temperatura e Umidità.
| Circolazione generale dell'atmosfera.
| Problemi ambientali : effetto serra e
possibili conseguenze, assottigliamento dello strato di ozono,
piogge acide.
| Principali climi della terra. | |
Modulo 4: L'ambiente e gli organismi
Componenti biotiche e abiotiche.
| Struttura di un ecosistema:
produttori, consumatori, decompositori.
| Flusso di energia e ciclo della
materia.
| Interazioni tra organismi. | |
Modulo 5: La classificazione dei viventi
Analisi e identificazione delle
diversità.
| Problemi di classificazione.
| Concetto macroscopico di specie. | |
Modulo 6: Dalla cellula ai pluricellulari
Cellula procariote ed eucariote.
| Unicellulari e pluricellulari.
| Classificazione moderna.
| Uso di chiavi analitiche per la
classificazione dei 5 Regni. | |
Modulo 7. Teorie dell'evoluzione
Precursori di Darwin: Lamarck e Cuvier.
| Teoria di Darwin: evoluzione per
selezione naturale. | |
Modulo 8: Evoluzione dei 5 regni
| Principali caratteristiche dei regni moderni viste in chiave evolutiva. |
Classe seconda
Modulo 1: Dinamica endogena
Litosfera: ciclo delle rocce.
| Problemi ambientali della litosfera:
degrado del suolo. disboscamento.
| Sismicità, vulcanesimo, orogenesi,
espansione dei fondali oceanici, fosse, archi insulari: teoria della
tettonica delle placche per una comprensione globale dei fenomeni.
| Struttura interna della terra: il
motore della tettonica delle placche. | |
Modulo 2: Dal silicio al carbonio, le molecole della vita, nutrizione e digestione
Molecole biochimiche: zuccheri,
lipidi, proteine ed enzimi, vitamine, sali minerali.
| Principi di corretta nutrizione:
bisogni alimentari, macro e micro nutrienti, metabolismo.
| Digestione e assorbimento. | |
Modulo 3. La cellula: energia e vita
Modularità della vita: la cellula
(morfologia e fisiologia).
| Energia e vita: l'A.T.P.,
fermentazione, respirazione, fotosintesi. | |
Modulo 4. Riproduzione
Riproduzione delle cellule: funzione
del D.N.A., sintesi proteica, mitosi.
| Riproduzione degli individui:
riproduzione asessuata e sessuata, meiosi, fecondazione esterna ed
interna.
| Riproduzione dell'uomo. | |
Modulo 5. La genetica
Geni e cromosomi, genotipo e fenotipo.
| Probabilità e genetica: leggi della
genetica.
| Genetica umana e malattie ereditarie.
| Informazione genetica ed evoluzione. | |
Modulo 6: L'integrazione nell'uomo
Sistemi di controllo ed integrazione:
sistema endocrino c nervoso.
| Difese del corpo: immunità e vaccini. | |
Modulo 7. L'integrazione nella biosfera
Cicli biogeochimici.
| Equilibri e squilibri.
| Indicatori ambientali. | |
INDICAZIONI METODOLOGICHE
Per evitare il nozionismo e la mera descrizione dei fenomeni, si deve
utilizzare un approccio che, ripercorrendo le tappe del processo
evolutivo, sia orientato alla problematizzazione e impegni gli studenti
in modo attivo.
Motivi di ordine didattico, legati anche all'età degli studenti, fanno
propendere per un percorso che superi le due tendenze contrapposte dal
«macroscopico al microscopico» o «dalle molecole alla Biosfera».
L'itinerario proposto, pur utilizzando all'inizio un approccio
macroscopico, scorre tra i diversi livelli integrandoli: più che una
sequenza lineare va privilegiato uno sviluppo a spirale in cui i
concetti fondamentali siano progressivamente ripresi con effetto di
rinforzo e amplificazione.
In analogia con le indicazioni metodologiche generali, ,tiene
privilegiato l'approccio sperimentale.
L'uso del laboratorio con l'esecuzione di semplici esperimenti
significativi guida l'analisi del reale. È indispensabile, infatti, che
i giovani imparino a «leggere» le prove che hanno portato alla
formulazione di ipotesi con l'uso di tutti i sussidi didattici
disponibili: carte geografiche, cane tematiche, planisferi, modelli,
diapositive, film, videocassette, ecc. e quando possibile il laboratorio
geologico: il terreno.
Infine, va tenuto presente che durante lo svolgimento del programma, si
deve tendere ad arricchire l'esperienza formativa dei giovani con
riflessione sugli aspetti naturalistici utili a completare il quadro
delle conoscenze scientifiche, scelti in modo mirato per non lasciare
scoperte significative aree del sapere.
MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
Costituiranno elementi di verifica a fine formativo e sommativo, oltre
alle consuete prove orali, anche prove oggettive opportunamente
predisposte dall'insegnante e le relazioni individuali presentate dagli
studenti sugli esperimenti effettuati e sull'attività svolta nel
laboratorio.
Dato il carattere sperimentale della disciplina, si deve prevedere
un'accurata valutazione delle capacità e delle abilità connesse con
l'esecuzione degli esperimenti, rivolgendo l'attenzione al processo più
che ai risultati.
FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO
Nella sua più moderna accezione, la Geografia contribuisce a identificare ed a comprendere questioni essenziali per la società, concernenti la distribuzione spaziale dei fenomeni, quali ad esempio la dinamica geografica e l'urbanesimo, le relazioni uomo-ambiente e la sistemazione del territorio, i problemi e le cause dello sviluppo e del sottosviluppo.
La Geografia è scienza di osservazione e di analisi delle relazioni e delle interdipendenze fra realtà fisica ed antropica: fornisce conoscenze e strumenti che consentono scelte responsabili nell'organizzazione del territorio, nella tutela dell'ambiente, nella programmazione economico-sociale, poiché guida alla formulazione di ipotesi e previsioni. Educa alla comprensione dei principali problemi della società attuale ed aiuta a comprendere le diverse realtà dei popoli e ad accettarle in un'ottica di rispetto e reciproca tolleranza.
Da disciplina statica, il cui insegnamento era basato principalmente sulla memorizzazione di eventi e/o fenomeni, la Geografia è divenuta scienza dinamica che associa alle problematiche conoscitive l'approccio operativo tendente a sviluppare attitudini e capacità di indagine comparata.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
E' obiettivo precipuo della Geografia formare una "coscienza antropogeografica" raggiungibile attraverso la progressiva e salda acquisizione degli strumenti concettuali e tecnico-rappresentativi, propri delle discipline geografiche.
Obiettivi specifici della disciplina sono:
sviluppare capacità di osservazione,
comprensione ed interpretazione di fenomeni spaziali e di
organizzazione territoriale;
| raccogliere informazioni geografiche e
saperle analizzare;
| presentare informazioni geografiche
con gli strumenti più idonei al fine di una corretta
interpretazione;
| ricondurre a modelli i fenomeni e
l'organizzazione spaziale degli stessi. | |
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Al fine di rendere più attuale ed aderente allo spirito del progetto il programma di Geografia economica, si è teso a privilegiare una visione globale e sistemica delle tematiche geografiche e ad evidenziare all'interno della globalità del sistema "territorio" le interconnessioni e le interdipendenze esistenti.
CLASSE TERZA
Nella classe terza, per
ovviare alla schematicità di visione e per evitare la frammentarietà
di concetti, inevitabile in una articolazione giustapposta dello studio
dell'Italia e dell'Europa, si focalizza l'attenzione sull'«unicità»
del territorio europeo, all'interno del quale viene collocata l'ltalia.
Questo tipo di approccio propone un continuo dinamico confronto tra gli
aspetti geo-economici dell'Italia e della realtà europea, recuperando
la valenza didattica di un percorso che dal conosciuto familiare allo
studente risale ad una visione di più ampia portata, che abbraccia
Italia ed Europa.
| LA Regione Europea e l'Italia | |||||||||||||||||||||
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CLASSE QUARTA
L'impostazione del programma richiede che dopo lo studio dei caratteri generali di ciascuna area si miri al confronto tra i grandi sistemi economici e si suggerisce di proporre situazioni che possono essere esemplificative di realtà economiche o generalizzabili.
| I Grandi sistemi economici | |||||||
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